Toscana
    08 Maggio 2021 Aggiornato alle 23:57
    Religioni

    Betori: "Nel 2021 nessun ingresso in seminario"

    "La considero una delle ferite più grosse del mio episcopato. C'è una crisi vocazionale della persona umana"
    Credits © tgr L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori
    L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori
      A Firenze "il prossimo anno non ci sarà nessuno che entra in seminario". Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in una videoconferenza per gli auguri di Natale alla stampa. "La considero - ha aggiunto - una delle ferite più grosse del mio episcopato, perché feci un'ordinazione di sette nuovi preti, l'anno successivo al mio ingresso nel 2009, e quest'anno non ne ho fatto nessuno; il prossimo anno ne faremo uno, un ragazzo del gruppo dei neocatecumenali". Secondo Betori questa "è una situazione veramente tragica, ma do una mia interpretazione: non è meno tragica di quella dei matrimoni, e in genere dei progetti di vita. Il problema della crisi vocazionale al sacerdozio sta all'interno di una crisi vocazionale della persona umana". Per il cardinale infatti "la cultura nella quale viviamo è una cultura del provvisorio", e "una vita che vuole tante esperienze non può essere una vita che si consacra a una finalità, a uno scopo. Vale per il matrimonio, per il sacerdozio, per tutte le scelte delle persone". Inoltre, sostiene Betori, "la condizione del prete oggi è meno attraente rispetto a quello che poteva essere in passato, e certe vocazioni forti, sia alla vita del sacerdozio ma anche all'impegno laicale, è chiaro che oggi trovano meno humus nella società contemporanea".
     "Per quanto riguarda la conclusione del mio ministero - ha aggiunto - io a febbraio 2022 compirò 75 anni: qualche mese prima di questa data darò al Papa la mia disponibilità a mettermi da parte perché lui possa provvedere alla chiesa di Firenze, poi io sono pronto a tutto, sono pronto a smettere il 26 febbraio 2022, sono pronto anche a continuare se il Papa lo vorrà".  "Il mio superiore unico in questo momento è il Papa, e a lui starà la scelta che è una scelta che riguarda sia la condizione della persona, la condizione della Diocesi e così via. Quindi non mi metto al posto del Papa a comporre insieme, e a pregiudicare in qualche maniera. Ha la mia disponibilità con molta semplicità". 
    
    					

    Potrebbero interessarti anche...

    
    					

    Altri articoli da Religioni