Toscana
    30 Giugno 2022 Aggiornato alle 22:39
    Salute

    La Cassazione assolve Macchiarini

    Il chirurgo dei trapianti di trachea era imputato per falso, ultima accusa ancora pendente. L'attacco a Rossi e la risposta dell'ex governatore
    Credits © Tgr
    Paolo Macchiarini, il chirurgo 'mago' dei trapianti di trachea, è stato assolto definitivamente in Cassazione, insieme ad altri tre colleghi, dall'imputazione di falso, l'unica rimasta in piedi di un procedimento che nel 2012 aveva portato anche al suo arresto. La sentenza della Suprema corte è arrivata venerdì scorso e chiude la assai intricata vicenda giudiziaria che aveva avuto al centro il celebre chirurgo, oggi 62enne, il primo al mondo a effettuare un trapianto di trachea: originario di Viareggio (Lucca), una carriera costruita fuori dall'Italia, era poi rientrato nel 2010 per lavorare all'ospedale fiorentino di Careggi. Due anni dopo, l'inchiesta della procura di Firenze: i pm lo accusavano di aver consigliato ai pazienti di farsi operare privatamente e di aver modificato anche le liste di attesa. Tentata truffa, tentata concussione, peculato, abuso d'ufficio e falso i reati che gli erano stati via via contestati. Con lui, indagati a vario titolo anche altri medici, una caposala e due direttori di Careggi: tutti poi assolti nel corso di questi anni. Venerdì l'ultimo capitolo in Cassazione, con l'ultimo definitivo verdetto di assoluzione per Macchiarini e altri tre chirurgi, difesi tra gli altri dagli avvocati Francesco Bevacqua e Massimo Megli "Un "viaggio agli Inferi","nove anni di agognata e sofferta attesa, come nove i gironi dell'Inferno dantesco che naturalmente non vede soltanto me attore principale di questo viaggio ma anche altri colleghi e operatori dell'Azienda di Careggi di Firenze". "Tre - aggiunge Macchiarini in un comunicato - sono gli anni di operatività svolti presso l'ospedale di Careggi che sono bastati ad infangarmi e destabilizzarmi sia come uomo sia come chirurgo. E a crearmi un esilio subendo una gogna mediatica strategica in quanto metodica, sistematica, violenta e persecutoria". "Ripenso - scrive ancora Macchiarini - 'al maledetto invito' di un politico che ha tanto promesso ma che poi, nei fatti, mi ha abbandonato ed ha un nome: Enrico Rossi". Per il difensore di Macchiarini, avvocato Francesco Bevacqua, le accuse a carico del chirurgo si sono "disciolte come neve al sole", ma "dopo nove lunghi anni e troppe battaglie, in grado di sfinire una persona, infirmandola nella salute e indebolendola nello spirito".  "Provo anche io la stessa amarezza di Paolo Macchiarini, quanto alla mia coerenza sul suo caso rimando a tutte le posizioni pubbliche in Consiglio regionale in risposta a un'opposizione cieca, ottusa e servile agli interessi immediati di questo o quel professionista". Così l'ex governatore toscano Enrico Rossi che nel 2010, quando era assessore regionale alla sanità, riportò in Italia, a lavorare a Careggi, il chirurgo Macchiarini.  "A ulteriore conferma di quello che dico - prosegue Rossi - ricordo che il giorno in cui Macchiarini fu messo ai domiciliari chiamai io stesso il procuratore per chiedergli di consentire al chirurgo di completare gli interventi che aveva in programma. Definito da qualcuno un Mozart della chirurgia se però fosse stato più disponibile a seguire le regole e i metodi dell'organizzazione pubblica della sanità con ogni probabilità ci avrebbe messo nelle condizioni di conseguire un grande risultato, fare di Careggi uno dei principali centri europei della chirurgia toracica, obiettivo verso cui eravamo ben istradati grazie al lavoro dell'allora direttore di Careggi Valtere Giovannini". 
    
    					

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