Toscana
    05 Dicembre 2022 Aggiornato alle 06:07
    Cronaca

    E' la seconda sentenza del genere in Italia

    San Gimignano, condannati 10 agenti per torture nel carcere

    Il Gup di Siena, Jacopo Rocchi, ha inflitto pene che vanno dai 2 anni e 3 mesi ai 2 anni e 8 mesi. Parzialmente accolte le richieste della pm
    Credits © Riprese Il pestaggio avvenuto nel carcere di San Gimignano
    Il pestaggio avvenuto nel carcere di San Gimignano
    Dieci agenti di polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano sono stati condannati per tortura e lesioni aggravate in concorso. Per loro il Gup di Siena, Jacopo Rocchi, ha inflitto pene che vanno dai 2 anni e 3 mesi ai 2 anni e 8 mesi.
    I fatti risalgono all'11 ottobre del 2018. Un detenuto tunisino di 31 anni, che stava scontando una pena di un anno per reati di droga e furti, venne pestato nel penitenziario durante un trasferimento coatto da una cella a un'altra. La sentenza, arrivata dopo tre ore di camera di consiglio, ha accolto parzialmente le richieste della pm Valentina Magnini, che andavano dai 3 anni per otto agenti, 2 per un altro e 22 mesi per il decimo imputato.
    I legali Manfredi Biotti e Stefano Cipriani avevano scelto la strada del rito abbreviato. Si tratta della seconda sentenza in poche settimane per il reato di tortura, istituito nel 2017 all'interno del nostro ordinamento.
    Gli accusati dovevano rispondere dei reati di tortura in concorso e lesioni  aggravate in concorso.
    Per tutti decisa l'interdizione dai pubblici uffici per il periodo della condanna erogata, ma solo quando la sentenza sarà definitiva ed anche un risarcimento economico al detenuto di 80 mila euro, anche in questo
    caso a sentenza definitiva.
    La sentenza di oggi ha riconosciuto l'accusa di tortura come reato autonomo che, secondo il garante nazionale dei detenuti Michele Passione, una delle parti civili, "è reato più grave quando a commetterlo sono dei pubblici ufficiali che devono sapere che indossano una divisa e devono quindi fare il loro dovere".
    Delusione per i legali della difesa che, in attesa della lettura delle motivazioni, hanno già annunciato il ricorso in appello. Sentenza accolta in lacrime da parte di alcuni degli agenti penitenziari presenti in aula, che hanno poi lasciato il tribunale da un'uscita secondaria.
    Per altri cinque agenti ci sara' a maggio un processo ordinario. Già condannato, invece, dal gup di Siena a quattro mesi di reclusione il medico dello stesso penitenziario, accusato di rifiuto di atti d'ufficio perché si sarebbe rifiutato di visitare e refertare il detenuto. 
    
    					

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