Toscana
    02 Dicembre 2022 Aggiornato alle 18:53
    Politica & Istituzioni

    Inchiesta 'ndrangheta, Toscana parte offesa

    All'ordine del giorno del Consiglio anche l'abrogazione dell'emendamento che consente un sistema di depurazione delle concerie con minori controlli
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    "La Toscana è in prima linea contro la criminalità organizzata e voglio subito affermare che la Giunta regionale ha approvato la delibera 599 che ci costituisce 'parte offesa' nel procedimento penale aperto dalla procura della Repubblica di Firenze e dalla direzione distrettuale antimafia, oggetto della presente richiesta di comunicazione". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani intervenendo in Consiglio regionale sull'inchiesta delle Dda di Firenze. "Parte offesa - ha aggiunto Giani - significa scelta determinata, chiara, inconfutabile di essere accanto alla magistratura nell'agire per accertare i fatti, fornire supporto ai cittadini rispetto ai danni ambientali accertati, nell'operare con regole trasparenti che garantiscono lo svolgimento delle attività produttive di assoluta rilevanza per l'economia toscana, come è il settore delle pelli e della concerie, rispetto delle normative di tutela ambientale".   In questo contesto Il consiglio regionale dovrà votare oggi anche la proposta del presidente della Regione  di abrogazione dell'emendamento  alla legge sugli scarichi industriali  che avrebbe favorito, secondo l’accusa, alcune concerie coinvolte nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana, consentendo l'utilizzo di impianti di depurazione "più leggeri"   «È emerso che l’emendamento che semplificava le procedure per gli scarichi del depuratore non è mai stato applicato perché i nostri uffici hanno ritenuto prevalente la legge nazionale. Quindi si prende atto che è un emendamento inutile e lo cancelliamo»
    
    					

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