Toscana
    05 Maggio 2021 Aggiornato alle 15:11
    Economia & Lavoro

    Pandemia: consumi in calo, cresce solo la tecnologia

    I dati dell'Osservatorio Findomestic: crolla il mercato dell'auto. Prato la provincia con la minore spesa regionale. Information technology +31,5%
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    Nel 2020 il mercato ha perso il 10,8% con le maggiori contrazioni registrate per auto nuove (-16,1%) e auto usate (-14,9%). Fra le province a Prato i consumi di beni durevoli sono arretrati più che altrove nella regione (-13,5%). Pisa ottava in Italia per la spesa media annua a famiglia: 2.892 euro.
    A livello provinciale la spesa per i durevoli presenta un calo più intenso a Prato (-13,5%), Livorno (-11,6%) e Lucca (-11,2%), mentre risulta in linea con la media regionale ad Arezzo. Riduzioni meno profonde invece a Pisa, Pistoia (entrambe -10,7%), Firenze (-10,4%), Grosseto (-10,1%), Siena (-10,0%) e Massa Carrara (-9,6%). In termini di spesa media annua destinata ai beni durevoli Pisa, con 2.892 euro per famiglia, si colloca al primo posto in Toscana e all’ottavo nella graduatoria di tutte le province dello Stivale. Seguono Prato (2.849 euro) che si piazza al dodicesimo posto nel quadro nazionale, e Lucca (2.823 euro), quindicesima nella classifica italiana. Più indietro Siena (2.791), Pistoia (2.764), Arezzo (2.702), Firenze (2.686), Massa Carrara (2.526), Livorno (2.509 euro) e Grosseto (2.330), che si piazza alla posizione numero 58 fra le 107 province del Paese 
     «Il mercato dei durevoli in Toscana nel 2020 è slittato a 4,52 miliardi, con una flessione più ampia rispetto alla media nazionale, che si attesta al 10,3% - sottolinea il responsabile dell’Osservatorio Findomestic, Claudio Bardazzi -. L’andamento dei consumi riflette la trasformazione degli stili di vita innescata dalla pandemia, con una forte accelerazione dei segmenti tech per effetto della digitalizzazione del lavoro e dello studio. Lo scorso anno le famiglie toscane hanno speso in media 2.701 euro, quinto risultato alle spalle di Trentino Alto-Adige, Emilia-Romagna, Veneto e Valle d’Aosta. Il reddito pro capite dei toscani ha subito un arretramento del 2,1% scivolando a 21.012 euro. La perdita è più marcata rispetto alla media italiana (-1,8%), ma in valore assoluto il reddito per abitante resta superiore al dato nazionale (19.415 euro)».
     
    FIRENZE. Il capoluogo toscano è la provincia con il reddito per abitante più elevato della regione con 23.806 euro, in calo dell’1,8%. Nel 2020 i fiorentini hanno destinato all’acquisto di beni durevoli 1,235 miliardi, ovvero 2.686 euro per famiglia, con un decremento di 143 milioni rispetto al 2019, come certifica l’Osservatorio Findomestic. Le famiglie fiorentine hanno speso 336 milioni per le auto nuove (-16,9%), 269 milioni per quelle usate (-16,8%) e 38 milioni per i motoveicoli -21,9%, il passivo peggiore nel contesto regionale. Il mercato degli elettrodomestici ha toccato i 101 milioni con una crescita del 2,4%, la più consistente registrata in Toscana. Anche nell’elettronica di consumo (Tv e Hi-fi) la provincia di Firenze è leader a livello regionale con un aumento del 3,7% che ha portato la spesa a 46 milioni. Il comparto che ha fatto registrare la migliore performance è quello dell’IT: +37,3% per un valore di 59 milioni. Incremento, anche questo, più elevato nella regione. Segno negativo, invece, per la telefonia (-3,6% a quota 108 milioni) e per i mobili (-8,6% per 277 milioni).
     
    PISA. Il reddito pro capite dei cittadini della provincia di Pisa è arretrato del 2,5% slittando a 21.734 euro. La spesa complessiva per i beni durevoli nel 2020 è stata di 539 milioni (2.892 euro a famiglia, il valore più elevato nel quadro della Toscana) rispetto ai 604 milioni dell’anno precedente, come rilevato dall’Osservatorio Findomestic. Nel settore della mobilità, le auto nuove hanno alimentato un mercato da 180 milioni (-15,6%), mentre quelle usate hanno movimentato 124 milioni (-9,9%). Il calo per i motoveicoli è stato del 13,4% per un volume di 16 milioni totali. Nell’ambito dei beni per la casa, la crescita del 23,3% ha portato l’IT a 20 milioni, mentre l’elettronica di consumo (18 milioni) è aumentata dello 0,5%. Bilancio negativo per gli elettrodomestici: -0,9% per 38 milioni. La telefonia ha subito una contrazione del 7,2% per un valore complessivo di 37 milioni. Il comparto dei mobili ha perso il 13 retrocedendo a 106 milioni.
     
    LUCCA. In provincia di Lucca nel 2020 il reddito pro-capite è scivolato a 20.100 euro con un decremento del 2,5%. La spesa per beni durevoli delle famiglie lucchesi è stata di 484 milioni (-11,2%), pari a 2.823 euro a famiglia. L’anno scorso sono stati spesi 158 milioni di euro per le auto nuove (-15,8%), 104 milioni per quelle usate (-13,9%) e 14 milioni per i motoveicoli (-9,2%). L’Osservatorio Findomestic ha registrato un aumento particolarmente significativo per l’IT: +29,4% per 18 milioni totali. Pressoché stabili gli altri segmenti della tecnologia legata all’abitare: +0,5% per l’elettronica di consumo, mercato rappresentato per l’80% dalle Tv, (16 milioni) e -0,2% per gli elettrodomestici (36 milioni). Pesanti, invece, i cali per i mobili (-12,5%, 100 milioni) e per la telefonia (-7,6%, 39 milioni).
     
    AREZZO. Il reddito pro-capite dei cittadini della provincia di Arezzo nel 2020 è diminuito del 2,3% attestandosi a 19.840 euro. Rispetto al perimetro dei beni durevoli, l’Osservatorio Findomestic ha calcolato che nel territorio provinciale di Arezzo la spesa media annua familiare è stata di 2.702 euro per 404 milioni complessivamente spesi in beni durevoli, con una contrazione del 10,8%%. Sul fronte della mobilità, gli acquisiti hanno subito un forte ridimensionamento: il mercato delle auto nuove è sceso a 108 milioni (-17,1%) e quello delle auto usate a 104 milioni (-15,6%), mentre il mercato dei motoveicoli ha registrato una perdita dell’8,9% raggiungendo appena 9 milioni. Negativa anche la dinamica di mobili (-9,7%, 88 milioni) e telefonia (-4,1%, 34 milioni). Le note positive arrivano dall’IT, che ha toccato i 16 milioni con un boom del 33,9% e dall’elettronica di consumo (+1,5% per 15 milioni). Invariati gli elettrodomestici con un fatturato complessivo di 32 milioni.
     
    LIVORNO. In provincia di Livorno nel 2020 il reddito pro-capite è calato del 2,1% (19.875 euro) e la spesa per i beni durevoli è diminuita del 11,6% (397 milioni pari a 2.509 euro a famiglia: la quota più bassa dell’intera regione). Gli autoveicoli, come rilevato dall’osservatorio Findomestic, continuano a rappresentare la voce di spesa più consistente per i livornesi, a dispetto della debolezza dei mercati: -15,5% per le auto nuove (115 milioni), -16,2% per quelle usate (84 milioni) e -9,8% per i motoveicoli (21 milioni). In linea con le tendenze nazionali e regionali, i cittadini della provincia di Livorno hanno destinato le proprie risorse specialmente allo sviluppo tecnologico della casa: l’IT, infatti, è aumentata del 28,8% (16 milioni). Lieve segno meno, invece, per Tv-Hi-fi (-0,2%, 14 milioni) e per gli elettrodomestici (-0,6%, 31 milioni). Più consistente il passivo per la telefonia (-7,9% a quota 34 milioni) e, soprattutto, per i mobili (-13,4% per 82 milioni complessivi).
     
    PISTOIA. Il decremento del 2,2% ha portato il reddito pro capite dei pistoiesi a 19.206 euro. Il giro d’affari dei beni durevoli in provincia di Pistoia nel 2020 è stato di 351 milioni con una perdita del 10,7%. Particolarmente negativo, come attesta l’Osservatorio Findomestic, l’andamento di mercato delle auto nuove: -14,4% per 107 milioni in tutto. Profondo rosso anche per le auto usate (-14,3% per 82 milioni) e per i motoveicoli (-2,4% a 6 milioni). Tra i beni per la casa, sono state pesanti le perdite nel comparto dei mobili, che non è andato oltre i 75 milioni (-13,1%). Al contrario, hanno preso il volo gli acquisiti IT: +29% per 14 milioni totali.  L’elettronica di consumo è cresciuta dello 0,8% (12 milioni), mentre gli elettrodomestici hanno subito un lieve calo dello 0,4% (27 milioni). In sofferenza, invece, la telefonia con un -7,2% che ha fatto scivolare il mercato provinciale a 27 milioni.
     
    SIENA. In un contesto generale di recessione, la provincia di Siena è riuscita a limitare i danni con una flessione del reddito pro capite dell’1,8%. Lo scorso anno i senesi hanno speso in beni durevoli 339 milioni, vale a dire il 10% in meno rispetto al 2019. Il passivo più ampio - secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic - ha riguardato le auto usate: -16,4% per una spesa totale di 104 milioni. Un valore analogo a quello delle auto nuove: 95 milioni con una contrazione del 14,9%. E per i motoveicoli, con un mercato da 9 milioni, la perdita è stata dell’8,7%. L’altra faccia del 2020 è rappresentata dai beni tech per la casa: l’IT ha raggiunto 15 milioni (+35,9%) e l’elettronica di consumo, e cioè il settore dell’audio-video, 12 milioni (+2%). In lieve flessione, invece, gli elettrodomestici: -0,5% per 26 milioni totali. Male i mobili (-8,7%, peggior performance della Toscana), che sprofondano a quota 67 milioni, e la telefonia (-3,6%), in arretramento a 29 milioni.
     
    PRATO. In provincia di Prato, nel 2020, il reddito per abitante è calato del 2,7%: con 18.781 euro è il secondo più basso della Toscana. Le famiglie pratesi hanno speso in media 2.849 euro in beni durevoli (il secondo dato più elevato dell'intera regione) per un giro d’affari di 298 milioni, che si è assottigliato del 13,5%. Come per gli altri territori della regione, le peggiori performance di mercato - registrate dall’Osservatorio Findomestic - riguardano la mobilità: -20,7% per le auto nuove (99 milioni totali), flessione più marcata in Toscana, -15,9% per quelle usate (57 milioni) e -17,6% per i motoveicoli (6 milioni). Anche le vendite di mobili risultano in grave perdita: -13,6% con una spesa che si è ridotta a 64 milioni, evidenziando ancora una volta la contrazione più consistente in regione. Pesante risulta il passivo per la telefonia: -7,6% per un mercato da 22 milioni. Gli acquisti della popolazione pratese si sono concentrati sull’IT, che ha compiuto un balzo in avanti del 28,6% a 14 milioni), e sull’elettronica di consumo, aumentata del 2% a 12 milioni. Ritocco al ribasso per gli elettrodomestici: -0,4% per 25 milioni.
     
    GROSSETO. Nel 2020 il reddito pro capite dei grossetani ha subito una contrazione del 2,1% slittando a 17.859 euro: il valore più basso nel quadro regionale. I dati dell’Osservatorio Findomestic dimostrano che la spesa per beni durevoli in provincia di Grosseto è calata a 246 milioni (ovvero 2.330 euro a famiglia) con un arretramento dell’10,1%. La parte del leone è toccata all’IT con un’accelerazione del 26,1% che ha spinto il mercato a quota 10 milioni. Negativo l’andamento di tutti gli altri comparti: i grossetani hanno ridotto le spese, più che nelle altre province, per gli elettrodomestici (-1,3% con un mercato da 20 milioni), per l’elettronica di consumo (-2,7% con un fatturato di 8 milioni) e per la telefonia (-8,2% con 22 milioni totali). Negativa anche la dinamica che riguarda i mobili (-12,8% con un giro d’affari di 55 milioni). Il flop più pesante, però, riguarda il settore dei motori: -14,4% per le auto usate con una spesa complessiva di 65 milioni e -12,8% per le auto nuove (flessione più contenuta a livello regionale) per un valore totale di 57 milioni. Grosseto fa meglio delle altre province anche per quanto riguarda la spesa in motoveicoli: con un fatturato di 8 milioni nella provincia si registra l’unico segno positivo della regione: +2%.
     
    MASSA CARRARA: consumi in calo, cCon un reddito pro capite in decrescita dell’1,9% (19.261 euro), la provincia di Massa Carrara l’anno scorso ha speso in beni durevoli 226 milioni di euro, registrando il calo più contenuto della regione: -9,6%, vale a dire 2.526 euro a famiglia, come risulta dai numeri dell’Osservatorio Findomestic. Il dato più pesante - sia in valore assoluto che in termini percentuali - è quello relativo agli acquisti di auto nuove: 67 milioni di euro in tutto per un crollo del 14%. L’intero comparto della mobilità risulta in discesa, con le auto usate a 47 milioni (-12,7%) e i motoveicoli a 7 milioni (-6,1%). Le famiglie della provincia di Massa Carrara hanno tagliato anche le spese per i mobili e per la telefonia, calate rispettivamente del 12,2% (50 milioni) e del 5,2% (19 milioni). Per il territorio vale il trend rilevato nel resto della Toscana: a crescere nel 2020 sono stati i beni tecnologici, con l’impennata di IT (+27,8%, 9 milioni), la performance positiva dell’elettronica di consumo (+1,6%, 9 milioni) e i buoni risultati degli elettrodomestici (+0,4%, 19 milioni).

     

     
     
    
    					

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