Toscana
    02 Dicembre 2022 Aggiornato alle 18:53
    Cronaca

    Conciati male: inchiesta keu al capolinea, trema il Palazzo

    Chiusura indagini nell'inchiesta sullo smaltimento abusivo di fanghi di conceria dal distretto di Santa Croce: 29 richieste di rinvio a giudizio in arrivo, coinvolti funzionari e politici. L'ombra della 'ndrangheta.
    di Andrea Marotta e Valter Rizzo
    Credits © carabinieri Il ritrovamento dei fanghi tossici nel fondo stradale
    Il ritrovamento dei fanghi tossici nel fondo stradale
    La procura distrettuale antimafia di Firenze ha chiuso le indagini preliminari sull’operaIone KEU, notificando ai 29 imputati e ai rappresentati delle sette aziende coinvolte l’avviso di conclusione delle indagini che è propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio. Un atto atteso da tempo che vede la formulazione del capo di imputazione e svela i risultati di una lunga indagine, condotta dai carabinieri forestali e dal Noe che è entrata nei palazzi delle politica regionale. Tra i reati contestati vi è infatti quello di corruzione anche in materia elettorale. Tra le persone raggiunte dall’avviso ci sono i vertici del consorzio dei conciatori, con in testa il presidente Alessandro Francioni, poi funzionari, dirigenti regionali, il consigliere regionale del pd Andrea Pieroni, accusato di aver presentato un emendamento alla legge regionale che eliminava una serie di obblighi per il consorzio, dando mano libera per lo smaltimento illecito dei veleni, la sindaca di santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, ma anche il potente ex capo di gabinetto della presidenza Ledo Gori, riconfermato subito dopo l’elezione del presidente Eugenio Giani, secondo le accuse grazie alle pressioni esercitate da Giulia Deidda, ma soprattutto del potente consorzio dei conciatori di Santa Croce, i cui vertici nell’aprile del 2021 sono finiti agli arresti. Al centro lo smaltimento illecito di migliaia e migliaia di fanghi tossici di conceria, affidati alla ditta Le Rose, i cui titolari, secondo il capo d’imputazione sarebbero legate alle cosche di Ndrangheta dei Grande Aracri e dei Gallace. Ma nell’inchiesta finiscono anche due note aziende aretine che avrebbero conferito i loro veleni proprio ai Le Rose. I magistrati e i carabinieri forestali sostengono infatti che i rifiuti tossici della TCA e della Chimet siano stati affidati, con risparmi milionari, grazie alla mediazione di un’intermediaria, proprio ai Le Rose che li avrebbero mischiati con il Keu delle concerie e con altri rifiuti tossici. Predisposta anche la richiesta di rinvio a giudizio per gli impuntati dell’operazione Calatruria, l’indagine sulla ndrangheta parallela al’inchiesta keu. --
    
    					

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