Toscana
10 Luglio 2020 Aggiornato alle 19:47
Cronaca

«Remzi Amet non era sulla Volvo che ha ucciso Duccio»

Due dei sette rom imputati cercano di scagionare dalle accuse il capofamiglia del Poderaccio: «Nessun regolamento di conti contro Bajram Rufat», hanno detto in aula. Polemiche per la lettera alla famiglia Dini
di Giulia Baldi

Al processo per l'omicidio di Duccio Dini parlano gli imputati. Due di loro hanno cercato di scagionare il capofamiglia, Remzi Amet: «Non era sulla Volvo che ha provocato l'incidente. E non c'era nessun regolamento di conti», ha detto il giovane rom che era alla guida dell'auto e che aveva scritto (dal carcere) una lettera ai genitori di Duccio. Dura reazione della parte civile e degli amici di Duccio. 

					

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