Trento
    26 Giugno 2019 Aggiornato alle 16:06
    Ambiente

    E' corretto definirlo un "evento eccezionale"

    Maltempo di fine ottobre: i dati definitivi di Meteotrentino

    I numeri lo confermano, fu un evento eccezionale. La centrale unica per le emergenze ha gestito più di seimila chiamate al giorno, otto volte oltre l'ordinario
    Credits © TgrTrento Lo sversamento dell'Adige nel Garda
    Lo sversamento dell'Adige nel Garda
    “Perturbazione eccezionale del 27- 29 ottobre 2018”: è questo il titolo della dettagliata analisi di Meteotrentino sul maltempo che ha colpito anche il Trentino, con i lutti e i danni che ne sono seguiti.
    I dati confermano la percezione comune e descrivono un fenomeno straordinario, nella portata e nelle modalità.
    I numeri definitivi, basati su un numero maggiore di stazioni di rilevamento, dicono che tra il 27 e il 29 ottobre sono caduti in media 273,8 millimetri di pioggia, molto di più che in occasione delle due storiche alluvioni del 1882 e del 1966. Nel primo caso, tra il 15 e il 17 settembre 1882, caddero in media 232,6 millimetri di pioggia. Tra il 4 e il 6 novembre del 1966 la media fu di 185,1 millimetri.
    In entrambe le occasioni alla pioggia si era sommato un significativo scioglimento della neve.
    L’evento del 27-29 ottobre - spiegano gli esperti di Meteotrentino - si è verificato in due fasi intervallate da una pausa di circa 8-10 ore. Dopo le prime 48 ore di fronte caldo si sono verificate 12 ore di fronte freddo. Entrambi caratterizzati da molta umidità con conseguenti precipitazioni, tanto da essere anche singolarmente eventi molto intensi. L’insieme delle due fasi ha creato un evento di rilevanza assolutamente eccezionale.
    In 3 giorni su tutto il Trentino sono caduti 273,8 millimetri di pioggia in media, con 40 stazioni che hanno superato questo valore, arrivando localmente anche a oltre i 600 millimetri. A questo si deve aggiungere il forte vento che ha colpito il Trentino con manifestazioni particolarmente violente soprattutto al passaggio del fronte freddo il 29 ottobre. In particolare le raffiche istantanee – spiegano ancora gli esperti di Meteotrentino - sono state decisamente eccezionali, superando in molte località, anche abbondantemente, i massimi valori storici conosciuti. Tutto ciò ha provocato in molte aree i danni alle foreste che si sono visti. Due dati, tra i tanti: il 29 ottobre a Passo Manghen la velocità media, misurata su dieci minuti, ha raggiunto i 90 chilometri all’ora, con raffiche istantanee che hanno superato i 191 chilometri all’ora.
    Ma l’emergenza maltempo ha fatto registrare anche un incremento consistente delle chiamate alla Centrale Unica di Risposta 112 di Trento. Domenica 28 ottobre l’incremento delle chiamate è stato del 20% rispetto all’ordinario. Dal pomeriggio di lunedì 29 il trend è cresciuto notevolmente raggiungendo un totale di quasi 6000 chiamate giornaliere, oltre otto volte l’ordinario, con picchi massimi tra le ore 18.00 e le 21.00 di oltre 1600 chiamate all’ora. La giornata di martedì 30 ottobre ha visto gli operatori impegnati nella gestione di un flusso di quasi quattro volte superiore all’ordinario. Nei giorni dell’emergenza il personale in servizio è passato da 3-4 operatori, che è la dotazione ordinaria, fino a dieci operatori in alcune fasce orarie.
    Il 70 % delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello è stato di competenza della centrale dei Vigili del Fuoco alla quale sono state inoltrate oltre 1500 richieste di intervento nelle due giornate di lunedì 29 e martedì 30 ottobre.
    Il documento di analisi e confronto è disponibile on-line sul sito di Meteotrentino
     
    
    					

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