Trento
25 Agosto 2019 Aggiornato alle 22:37
Arte & Cultura

De Andrè vent'anni dopo: Brunello lo ricorda così

Lo ha fatto a modo suo, da musicista e alpinista: è salito sul Lagorai, al Passo Cinque Croci con il suo violoncello e ha suonato “La Canzone di Marinella”.
di Raffaele Crocco
Credits © Mario Brunello Mario Brunello ha voluto ricordare De Andrè suonando la Canzone di Marinella
Mario Brunello ha voluto ricordare De Andrè suonando la Canzone di Marinella
Tutti a dire: siamo un po’ più orfani da quando non c’è più. Per quelli che sono “over 40” è sicuro, è vero. Vent’anni senza Fabrizio De Andrè sono tanti. E’ stato tanto, qualcuno dice che è stato tutto. E’ stato cantautore vero, agli inizi, quando dai vicoli di Genova cercava strade musicali per appoggiare la propria arte. Poi, si è trasformato in poeta, musicista, ricercatore musicale e dialettale, ribelle. I suoi dischi – 14 quelli con gli inediti, più gli indimenticabili registrati dal vivo – sono stati un “moto perpetuo” verso qualcosa che poco prima non c’era. L’ultimo, Anime Salve, inciso tre anni prima di morire, è una specie di capolavoro che attraversa il tempo.
E’ stato un grande, Fabrizio De Andrè. Oggi gli hanno reso omaggio in tanti. Mario Brunello, grande violoncellista e grande appassionato di montagna, lo ha fatto a modo suo: è salito sul Lagorai, al Passo Cinque Croci con il suo violoncello e ha suonato “La Canzone di Marinella”. La fama di De Andrè cominciò con quella canzone, cantata da Mina in uno Studio Uno della Rai ancora in bianco e nero. E’ stato un omaggio bellissimo.
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