Trento
20 Marzo 2019 Aggiornato alle 17:04
Ambiente

Secondo una simulazione della Fondazione Mach

Fra 80 anni la vendemmia sarà anticipata di un mese

La coltivazione della vite sarà sempre più spostata in altitudine e dovranno essere scelti vigneti più adatti ai climi caldi
Credits © Tgr Trento Anche i viticoltori guardano al biologico
Anche i viticoltori guardano al biologico
Il cambiamento climatico e l’aumento della temperatura potrebbe portare un anticipo della raccolta dell'uva da 6 a 25 giorni, con una media di 3-6 giorni di anticipo per ogni grado di riscaldamento. E' il risultato di una ricerca della Fondazione Edmund Mach con l’Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler che ha indagato l’impatto dei cambiamenti climatici sulle fasi fenologiche di cinque varietà di vite dal 2021 al 2099.

L'indagine è stata diffusa in occasione della marcia globale per il clima del 15 marzo.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista “Agricultural and Forest Meteorology” e basata sulle attività del progetto Envirochange finanziato dalla Provincia di Trento, indica che in futuro avremo un ciclo vegetativo più breve, inizio anticipato e una durata più corta delle singole varie fasi di sviluppo. Tra le strategie di adattamento si possono individuare lo spostamento della coltivazione della vite in altitudine, la modificazione delle tecniche di vinificazione e/o il cambio dei vitigni coltivati scegliendo quelli più adatti a climi più caldi.

Questo incremento non sarà però omogeneo in una regione montuosa come il Trentino. Localmente, infatti, il cambiamento maggiore nella fenologia della vite è atteso dove i valori delle temperature di base sono più bassi, ovvero a quote più elevate. Le prime conseguenze sono attese già nei prossimi 30 anni e saranno ancora più evidenti alla fine di questo secolo.

In concreto la raccolta avverrà prima delle attuali condizioni: da una a due settimane negli anni 2021-2050 e fino a quattro settimane nel trentennio 2071-2099. Dalle simulazioni si evince inoltre un raccorciamento della stagione tra il germogliamento e il raccolto e un anticipo fenologico. Infine, si prevede che il tempo di raccolta ridurrà il divario temporale tra i siti di montagna e di valle, a causa dello sviluppo fenologico più rapido a quote più elevate. Guardando alle varietà, il Pinot Grigio e il Merlot, coltivati in vigneti situati alle quote più basse, mostrano la più bassa attesa di anticipo di fasi ma il più alto accorciamento della stagione vegetativa. Il Pinot Nero, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay, che si trovano a quote più elevate, hanno un comportamento opposto. Un’altra conseguenza sarà l’accorciamento del periodo di vendemmia per le cantine, legato a un raccolto nei vigneti lungo i transetti altitudinali meno scalare. Questo richiederà adeguamenti della gestione nell'organizzazione delle aziende vinicole.





 

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