Trento
02 Luglio 2020 Aggiornato alle 18:50
Salute

I dati al 30 giugno 2020

Coronavirus, tutti i grafici

L'andamento dell'epidemia in Trentino in un'infografica sempre aggiornata
Dopo una prima forte crescita esponenziale, il contagio da Coronavirus in Trentino ha cominciato a mostrare segni di rallentamento, dapprima timidi e poi sempre più marcati. All'inizio dell'epidemia, i positivi sono balzati da 1 a 100 in 10 giorni, e da 100 a 1000 in otto giorni. La curva dei contagi, in colore rosso nel primo grafico qui sotto, indica questa rapida progressione, contando anche le persone nel frattempo decedute o guarite.
In una seconda fase, quando i contagi hanno cominciato a rallentare, è stata la crescita dei guariti a prendere velocità. Il risultato, indicato dalla curva gialla nel grafico, è che il numero degli attualmente positivi ha cominciato a diminuire come valore assoluto, fino a scendere al di sotto del numero dei guariti.



L'andamento giornaliero di questi dati è fotografato nel secondo grafico, dove le linee dei guariti (verde) e degli attualmente positivi (arancione), dal momento in cui l'epidemia rallenta, tracciano un percorso quasi speculare: all'aumentare dei primi, diminuiscono i secondi. La linea rossa tiene nota invece della progressione giornaliera dei nuovi contagi, quelli cioè avvenuti dopo il 4 maggio data di inizio della cosiddetta Fase 2, meglio indicato nel grafico dedicato, più sotto.



Il grafico logaritmico, invece, cattura meglio la velocità dell'epidemia. Qui la scala da 1 a 10 è uguale a quella da 10 a 100, a quella da 100 a 1000 e così via. 



Il vantaggio della curva logaritmica rispetto a quella naturale è di indicare con chiarezza se la velocità di contagio è in aumento. Questo è un dato che ha sicuramente più valore nella fase di crescita esponenziale dell'epidemia. Quando la curva logaritmica tende ad appiattirsi (anche se quella naturale continua a crescere) vuol dire che la propagazione del virus sta rallentando. Una linea orizzontale significa crescita contagi uguale a zero. In Trentino questa curva è analoga a quella del resto del Paese.
Anche il dato degli incrementi giornalieri fotografa l'andamento dell'epidemia. Si tratta però di un dato soggetto a oscillazioni.



Con l'allentamento del lockdown e l'avvio della Fase 2, è ora interessante vedere i nuovi casi di contagio giorno per giorno, verificatisi cioè con un isolamento domestico meno severo. Questo è possibile scorporando dal numero dei soggetti risultati positivi al tampone ogni giorno, quelli che hanno sviluppato sintomi solo dopo il 4 maggio, data di inizio della Fase 2. Il grafico qui sotto mostra questo andamento, utile a verificare la sostenibilità, dal punto di vista epidemiologico, dell'aumentata libertà di spostamento.


Ma il dato principe da tenere sotto controllo durante la fase discendente della curva epidemica, quella che stiamo attraversando, è il cosiddetto fattore Rt. Si tratta di un valore, calcolato dall'Istituto superiore di sanità, che indica il numero medio di infezioni secondarie generate da una persona infetta a una certa data. Se Rt ha un valore inferiore alla soglia critica di 1, il numero di nuove infezioni tenderà a decrescere tanto più velocemente quanto più è lontano da quel valore. Per contro, quanto più Rt supera 1, tanto più rapidamente aumenterà il numero dei contagi. Il fattore Rt è calcolato settimanalmente. I dati delle scorse settimane erano: al 30 aprile 0,40; al 7 maggio 0,41; al 14 maggio 0,75; al 21 maggio 0,77; al 28 maggio 0,88; al 6 giugno 0,86.
 

Il confronto con le regioni confinanti, Lombardia e Veneto, e con la provincia di Bolzano, può essere un ulteriore spunto per definire la natura dell'epidemia in Trentino. In questo grafico le quattro linee rappresentano il rapporto tra contagi noti e popolazione, in termini di casi ogni mille abitanti. Resta chiaro che anche questo è un dato soggetto a molte variabili, tra cui il numero di tamponi effettuati.



Un altro modo per tenere traccia dell'andamento giornaliero delle nuove infezioni è anche il suo aumento percentuale rispetto al giorno precedente. Questo grafico in particolare dà l'idea della velocità con cui i casi aumentano. Una percentuale in discesa indica un rallentamento nella diffusione del virus.



Si può andare più nel dettaglio del dato dei nuovi casi di contagio ogni giorno, mettendo in relazione il numero di tamponi effettuati con gli esiti positivi (sappiamo che questo numero differisce dal dato dei positivi ufficiale perché l'Azienda sanitaria trentina ha scelto di conteggiare tra i positivi anche soggetti sintomatici che a loro volta hanno avuto contatti certi con positivi, pure senza fare loro il tampone). Il grafico qui sotto mostra con le barre il numero di tamponi fatti ogni giorno (valore sull'asse a sinistra) e con la linea la percentuale dei positivi (valore sull'asse di destra). Una linea in discesa è un segno chiaro del rallentamento del contagio.



Il dato dei decessi ha il limite di mostrare gli effetti dell'epidemia con un paio di settimane di ritardo e anche più: le morti di oggi fanno riferimento infatti ai contagi passati. Ha però il vantaggio di essere una misurazione più certa di quella dei positivi che, come sappiamo, in gran parte sfuggono al sistema dei rilevamenti.



Il tasso di letalità, ossia il rapporto tra i soggetti che si ammalano e quelli che muoiono, è uno dei dati più incerti a livello mondiale sul Coronavirus, perché estremamente influenzato da diversi fattori. Tra questi, sicuramente, il principale è il numero dei contagiati accertati rispetto al totale dei cosiddetti asintomatici di cui non si ha traccia. Dato a sua volta influenzato dalla quantità di tamponi che si fanno.
In questo grafico abbiamo confrontato la letalità (asse orizzontale) in Trentino con le regioni confinanti, la provincia di Bolzano e la media italiana, raffrontandola anche al numero di tamponi effettuati in percentuale sulla popolazione (asse verticale).



Un numero molto concreto e che dà anche il polso dell'impatto dell'epidemia sull'intero sistema sanitario, è quello dei ricoveri in terapia intensiva. La curva rossa nel grafico qui sotto ha avuto un costante aumento fino ai primi di aprile, prima di cominciare una lenta ma costante discesa. Le terapie intensive in Trentino non sono mai arrivate al livello di saturazione: al suo picco, il Covid-19 ha costretto al ricovero in intensiva 81 pazienti a fronte di circa un centinaio di posti disponibili in tutta la provincia.



Trento è dove si è concentrato il maggior numero di positivi. Si sono registrati grossi numeri anche ad Arco, Ledro e Pergine Valsugana. Sono dati, però, assoluti, che se rapportati alla popolazione cambiano la fotografia. In rapporto alla popolazione, le aree più colpite dall'epidemia sono state l’Alto Garda e un po’ tutto il Trentino occidentale, e l’alta Val di Fassa.






Per uno sguardo sulle altre regioni e su tutto il Paese, guarda lo speciale con i grafici di RaiNews24 sull'Italia, l'Europa e il mondo.
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