Trento
04 Dicembre 2021 Aggiornato alle 19:50
Cronaca

Bressanone

Uccide la compagna nel milanese. Era già stato denunciato dalla ex moglie

Antonio Vena, 47anni lavorava in Alto Adige, a Bressanone. Dopo il femminicidio si è costituito. Stava da lei per il coronavirus
di Isabella Cherubini; montaggio di Michele Porrino
Credits © Tgr Bolzano La vittima, Alessandra Cità, 47 anni
La vittima, Alessandra Cità, 47 anni
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Lei voleva lasciarlo dopo nove anni di relazione e lui ha deciso di ucciderla. Le ha sparato in testa con un colpo di fucile mentre dormiva e poi si è consegnato ai carabinieri. Il femminicidio è avvenuto questa notte intorno alle due a Truccazzano, nel milanese. La vittima si chiamava Alessandra Cità, lui invece si chiama Antonio Vena. I due, entrambi di 47 anni e originari dello stesso paese in Sicilia, Gangi, in provincia di Palermo, si erano ritrovati a Milano e avevano iniziato una relazione sentimentale, che è andata avanti fino a quando, recentemente, la donna aveva deciso di interromperla.

Vena lavorava alla Duka a Bressanone ed era stato sposato - alla Duka lavora anche il figlio ormai grande, avuto con la ex moglie - e non è nuovo a episodi di violenza. Nel 2009 e nel 2012 aveva aggredito proprio la ex moglie, nel secondo caso inseguendola e tamponandola con l'auto fino a farla uscire di strada a Chiusa, dove vivevano. In seguito a quegli episodi era stato denunciato.

In generale l'uomo viveva in Alto Adige e raggiungeva la compagna tutti i venerdì a Truccazzano per passare insieme il week end. Ma, in ferie forzate per via del coronavirus, da circa due settimane si era trasferito a casa di lei, nel comune dell'hinterland milanese. Lei voleva appunto interrompere la relazione, ma aveva deciso comunque di ospitarlo a casa sua per via dell'isolamento imposto dell'emergenza coronavirus. Ieri notte il tragico epilogo.

L'indagine è coordinata dal pm di turno Giovanni Tarzia, che stamane ha sentito Vena per quattro ore e mezza.
 

					

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