Trento
02 Luglio 2020 Aggiornato alle 18:50
Economia & Lavoro

Artigiani: dopo il lockdown quattro aziende su dieci moriranno

CNA Trentino Alto Adige lancia l'allarme dopo l'epidemia. Corrarati: “Bene le misure d’emergenza, ma adesso servono piani di lungo periodo”
Credits © Artigiani Trento La tabella dei danni da Covid 19
La tabella dei danni da Covid 19

Il presidente del CNA regionale, Claudio Corrarati, non fa nulla per nascondere la preoccupazione. I dati diffusi dall’Astat, l’Istituto di Statistica della Provincia di Bolzan, parlano chiaro: quattro aziende artigiane su dieci rischiano di morire, come effetto del lungo lockdown da Coronavirus.
"La rilevazione –  dice Corrarati – è stata condotta su input dell’Istat nazionale e mette in luce come il 37,3% delle imprese altoatesine e il 36,9% delle imprese trentine abbiano seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività. Un dato in linea con il 38% nazionale e un po’ sopra la media del Nordest che si ferma al 34,5%. In pratica, 4 aziende su 10 stanno rischiando la chiusura per effetto dell’emergenza sanitaria. Non sono a rischio solo le attività turistiche e di ristorazione, perché a cascata andranno in crisi anche il commercio, l’artigianato e tutti i comparti legati ai consumi interni”.
Andrea Benoni, presidente di CNA Trentino, aggiunge: “Desta molta preoccupazione il dato sulla mancanza di liquidità per far fronte alle spese correnti e ai debiti. Se in Alto Adige questo problema è avvertito dal 33,2% delle aziende, in Trentino raggiungiamo il 51,9%, in linea con il 51,5% nazionale e il 49% del Nordest. Una disparità, a pochi chilometri di distanza, che deve essere analizzata a livello politico e dalle istituzioni bancarie”.
I dati diffusi dall’Astat indicano un calo del 7,3% del Pil altoatesino su base annua, mentre in Trentino il calo dovrebbe toccare il 10%. L’impatto occupazionale, per adesso ancora non definitivo in attesa dell’esito della stagione turistica, desta comunque forte preoccupazione visto che, attualmente, in Alto Adige ci sono 28.200 persone senza lavoro rispetto agli 8.800 di media del 2019. In Trentino la situazione è analoga.
“Riteniamo – chiude Corrarati – che sia indispensabile l’attivazione di un tavolo permanente #EconomiaRiparti in entrambe le Province autonome. Apprezziamo quanto fin qui fatto dagli Enti territoriali. Adesso, però, non possiamo stare in attesa dei soldi promessi dall’Ue, ma dobbiamo mettere in piedi riforme strutturali, a cominciare dalla revisione dei bilanci delle Province, che non possono continuare ad essere imbalsamati sulle spese correnti,che assorbono gran parte della disponibilità finanziaria. È necessario liberare risorse per investimenti ".

					

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