Trento
    22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 17:04
    Cronaca

    'Ndrangheta in Trentino: sequestrati beni per 5milioni dalle Fiamme Gialle

    Svelati gli aspetti economici dell'inchiesta sulle infiltrazioni di stampo mafioso nel settore del porfido. 148 i soggetti indagati dalla Guardia di Finanza
    Credits © Guardia di Finanza La GdF cerca le connessioni economiche nell'inchistea sulle infiltrazioni mafiose
    La GdF cerca le connessioni economiche nell'inchistea sulle infiltrazioni mafiose
    Perfido
    Sono beni per 5milioni di euro sequestrati, con una lunga indagine che ha coinvolto oltre 40 finanzieri del GICO del Nucleo di Polizia Economia Finanziaria (P.E.F.) di Trento, con la collaborazione di altri 40 militari in forza allo SCICO di Roma, al GICO del Nucleo P.E.F. di Reggio Calabria e ai Nuclei P.E.F. di Padova e Verona.
    Grande la mobilitazione della Guardia di Finanza per l'operazione "Perfido", l'inchiesta che ha portato alla scoperta delle infiltrazioni di tipo mafioso in Trentino, nel mondo delle cave di porfido. L'obiettivo era aggredire il patrimonio illecitamente accumulato dai membri del sodalizio presente in Val di Cembra.





     
    Un'immagine della Guardia di FinanzaUn'immagine della Guardia di Finanza
    Le indagini, avviate nel 2018 su delega della Procura Distrettuale di Trento, si sono focalizzate sulla ricostruzione delle ramificazioni economiche della  ‘ndrangheta iin Trentino. Si è infiltrata nell’economia legale, assumendo il controllo di alcune aziende del porfido. Poi, ha esteso i propri interessi anche in altri settori strategici:  il trasporto merci, il noleggio di macchine e attrezzature edili, fino ad arrivare all’allevamento di bestiame.
     
     
    Immagini dell'inchiesta sul settore porfidoImmagini dell'inchiesta sul settore porfido
    Si è scoperta la rete di 148 persone fisiche o giuridiche coinvolte, ricostruendo i patrimoni riconducibili ai membri del sodalizio di tipo mafioso, ai loro familiari e ai vari prestanome, partendo dal 2010.  Visti i risultati, la Procura Distrettuale di Trento ha emesso  provvedimenti di sequestro, finalizzati a “congelare” tutti i beni, conti correnti, aziende ed immobili, sia quelli per cui  è prevista la confisca diretta - vale a dire i beni che rappresentano il prodotto o il profitto del reato - sia  quelli con confisca per sproporzione, cioè in beni di cui non si può giustificare la provenienza, dei quali si ha la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito o alla propria attività economica.
     

     
    
    					

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