Trento
28 Novembre 2020 Aggiornato alle 11:53
Cronaca

All'alba l'operazione

Infiltrazioni mafiose nel porfido. 19 arrestati. Indagati eccellenti

Indagati per voto di scambio politico mafioso anche l'ex onorevole Mauro Ottobre e gli ex sindaci di Lona Lases e Frassilongo Roberto Dalmonego e Bruno Groff
Credits © . L'operazione
L'operazione "Perfido"
Diciannove arresti per associazione di tipo mafioso. Una cosca della 'ndrangheta calabrese che aveva preso il controllo di un grosso giro d'affari nel settore del porfido con infiltrazioni nella politica locale. 
Arrestato l'ex consigliere comunale Pietro Battaglia. Indagati per voto di scambio politico mafioso anche l'ex onorevole Mauro Ottobre e gli ex sindaci di Lona Lases e Frassilongo Roberto Dalmonego e Bruno Groff. Pietro Battaglia in particolare è stato il fautore dell'elezione a sindaco di Dalmonego nel comune di Lases, guadagnandosi così un posto da consigliere.
Non è la prima volta che i Battaglia appaiono sulla scena politica in val di Cembra: in passato, e in altre legislature, i fratelli Pietro e Giuseppe, avevano ricoperto ruoli quali consigliere e assessore alle cave.

E' stata applicata la custodia in carcere nei confronti di:
Innocenzio Macheda (ritenuto il capo locale dell'organizzazione), Giuseppe e Pietro Battaglia (in passato l'uno assessore e l'altro consigliere comunale a Lona Lases), Mario Giuseppe Nania, Pietro Denise, Arafat Mustafà, Domenico Ambrogio, Demetrio Costantino, Domenico Morello, Giovanni Alampi, Saverio Arfuso, Antonino Quattrone e Alessandro Schina.
Ai domiciliari si trovano Giuseppe Paviglianiti, Vincenzo Vozzo, Giovanna Casagranda (moglie  di Giuseppe Battaglia), Federico Cipolloni, Fabrizio De Santis e l'imprenditore Giulio Carini


I particolari dell'operazione
Associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violenza e voto di scambio.
Sono solo alcuni dei reati di cui sono imputate le 19 persone coinvolte nell'operazione "perfido". Per 13 di loro è scattata la custodia cautelare in carcere. 
Secondo la Procura di Trento e carabinieri dei Ros costituivano una "locale" della 'ndrangheta, basata a Lona Lases e infiltrata nelle attività di estrazione del porfido.
Ma le attività della 'ndrangheta non si sarebbero fermate lì. Con l'intimidazione, con il voto di scambio - ma anche con la costituzione di associazioni culturali - gli affiliati della locale cercavano di stringere contatti con le istituzioni.
Un modo di operare che trova testimonianza nel fatto che tra gli arrestati c'è anche un ex assessore di Lona Lases, ma gli episodi di voto di scambio sono numerosi e riguarderebbero anche le elezioni del 2018.
L'indagine è stata condotta in sinergia con la procura di Reggio Calabria. Proprio a una cosca del reggino, infatti, faceva riferimento la locale trentina.
Un elemento messo in luce è come sul territorio trentino la ndrangheta non avesse bisogno di esercitare violenza. Lo testimoniano le intercettazioni telefoniche.

L'operazione si è svolta questa mattina in Trentino - e contemporaneamente a Reggio Calabria - e ha visto all'opera i carabinieri del ROS 

I servizi con le interviste al procuratore Sandro Raimondi e al comandante dei Ros Pasquale Angelosanto

 
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