L'omicidio di Agitu ha destato profonda commozione non solo in Trentino. La sua storia e la sua determinazione erano state raccontate in molte interviste e servizi televisivi.
Agitu Ideo Gudeta, nata ad Addis Abeba il 1 gennaio nel 1978, a 18 anni a Trento aveva studiato sociologia.
Tornata in Etiopia era dovuta fuggire nel 2010 per le minacce di arresto da parte del governo visto il suo impegno contro il fenomeno del “land grabbing”, vale a dire l’accaparramento di terre da parte di multinazionali a danno degli agricoltori locali.
Era tornata in Trentino dove aveva avviato una attività che era anche la sua passione: l'allevamento delle capre, prima in valle di Gresta, poi in valle dei Mocheni.
Agitu Ideo Gudeta, nata ad Addis Abeba il 1 gennaio nel 1978, a 18 anni a Trento aveva studiato sociologia.
Tornata in Etiopia era dovuta fuggire nel 2010 per le minacce di arresto da parte del governo visto il suo impegno contro il fenomeno del “land grabbing”, vale a dire l’accaparramento di terre da parte di multinazionali a danno degli agricoltori locali.
Era tornata in Trentino dove aveva avviato una attività che era anche la sua passione: l'allevamento delle capre, prima in valle di Gresta, poi in valle dei Mocheni.
A Frassilongo aveva recuperato un terreno in abbandono per allevare un gregge di capre Mochene, altrimenti destinate all’estinzione. La sua azienda, “La capra felice” produceva formaggi con metodi tradizionali e sostenibili. Aveva da poco aperto una bottega in piazza Venezia a Trento e vendeva i suoi formaggi anche presso una fioreria a Bolzano.
Agitu Ideo era diventata un simbolo: di integrazione, di riscatto femminile di imprenditorialità.
La sua storia era stata ripresa da giornali e televisioni ed era diventata molto popolare.
Nell'agosto 2018 aveva denunciato l'aggressione da parte di un vicino, poi arrestato. Era stato riconosciuto il reato di lesioni, ma l'uomo era stato scagionato dalla accuse di razzismo, e risulta del tutto estraneo all'omicidio.
La scorsa estate Legambiente aveva assegnato la bandiera verde ad Agitu Ideo per le buone pratiche in campo ambientale.
Agitu Ideo era diventata un simbolo: di integrazione, di riscatto femminile di imprenditorialità.
La sua storia era stata ripresa da giornali e televisioni ed era diventata molto popolare.
Nell'agosto 2018 aveva denunciato l'aggressione da parte di un vicino, poi arrestato. Era stato riconosciuto il reato di lesioni, ma l'uomo era stato scagionato dalla accuse di razzismo, e risulta del tutto estraneo all'omicidio.
La scorsa estate Legambiente aveva assegnato la bandiera verde ad Agitu Ideo per le buone pratiche in campo ambientale.
A Trento molti cittadini hanno deposto fiori sulla porta della bottega di Agitu, in piazza Venezia.
Fra i primi a manifestare il cordoglio delle istituzioni il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti che aprendo la conferenza stampa di fine anno, assieme all'assessora Stefania Segnana ha voluto ricordare la figura di Agitu Ideo. "Una giovane donna molto conosciuta che operava in un ambiente particolare come la montagna e l'allevamento per una donna venuta da lontano". Il presidente ha manifestato a nome della Giunta provinciale le condoglianze al sindaco e al parroco di Frassilongo.
Anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli con l'assessora Maule ha voluto manifestare il proprio cordoglio raccogliendosi questa mattina davanti al negozio in piazza Venezia.
Anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli con l'assessora Maule ha voluto manifestare il proprio cordoglio raccogliendosi questa mattina davanti al negozio in piazza Venezia.
Addio #Agitu, donna forte e coraggiosa.
— Comune di Trento (@comunetn) December 30, 2020
Trento non ti dimenticherà 🌺 pic.twitter.com/rxyPwN7Jtz
TgrTrento Agitu Ideo intervistata nei boschi della valle dei Mocheni
Fb Agitu Ideo gestiva una bottega in piazza Venezia a Trento
TgrTrento Fiori per Agitu, nel negozio di Piazza Venezia a Trento
Fb Un ritratto di Agitu con una delle sue capre