Trento
14 Aprile 2021 Aggiornato alle 22:37
Turismo

Lo stop allo sci? In Italia danni per oltre 10 miliardi

La stima di Coldiretti a livello nazionale calcola le conseguenze per il settore e per l'indotto. In crisi anche le aziende agricole. L'Anef: "una presa in giro"
Credits © TgrTrento Tonale: impianti fermi
Tonale: impianti fermi
 La chiusura degli impianti anche nell'ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull'intera economia che ruota intorno al turismo invernale, che in Italia ha un valore stimato prima dell'emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all'anno tra diretto, indotto e filiera.
E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento al nuovo rinvio della riapertura allo sci (anche in zone gialle) deciso dal ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo il nuovo pronunciamento del Comitato tecnico scientifico.
 Una decisione destinata - continua la Coldiretti - ad avere effetti non solo sulle piste ma anche sull'intero indotto delle vacanze in montagna, dall'alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi fino alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi, che dallo stop al turismo sulla neve hanno subito un calo di fatturato fino al 90%.
Proprio dal turismo invernale - sottolinea la Coldiretti - dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l'abbandono e lo spopolamento.
Piste pronte, piste vuotePiste pronte, piste vuote
L'Anef  (Associazione Nazionale Esercenti Impianti a Fune), esprime tutto il proprio disappunto per voce della presidente, la trentina Valeria Ghezzi.
 "Insostenibile questo 'tira e molla', ingiusto, irrispettoso dell'impegno che la categoria ha profuso in questi mesi.
La scorsa settimana le regioni gialle hanno avuto dal Cts e dal governo il via libera per la riapertura della stagione sciistica a partire da domani lunedì 15. E ora, domenica 14, ore 20, dopo collaudi fatti, dipendenti assunti, piste battute arriva lo stop? Fra le misure decise venerdì dal governo uscente non è stato prorogato il divieto di apertura degli impianti sciistici, che quindi, nelle regioni in 'zona gialla', come previsto dalle norme in vigore, si erano organizzati per l'apertura di domani. E' stato lo Stato che ci ha dato il via libera, naturalmente nel pieno rispetto delle normative. Siamo furiosi, sembra una presa in giro
".

"Allo Stato abbiamo chiesto chiarezza: regole, indennizzi, abbiamo bisogno di sapere. Da parte nostra, allo Stato abbiamo dimostrato il pieno rispetto, ma deve essere reciproco. E non è rispettoso dello sforzo di tanti imprenditori e di tanti lavoratori questo tira e molla che economicamente è già un disastro per tutta la filiera e per tutto il mondo della montagna", dice da Cortina dove si stanno disputando i Mondiali, Renzo Minella, presidente di Anef Veneto.

					

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