Trento
13 Aprile 2021 Aggiornato alle 22:44
Ambiente

Una gelata di 13 ore: danni in campagna

Una gelata così estesa e lunga ricorda gli ultimi eventi gravi del 1997 e, più recentemente, del 2017 che causarono importanti danni alla produzione di mele
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Trento sud: i campi dopo la gelata dell'8 aprile
Gelata eccezionale in TrentinoGelata eccezionale in Trentino
Le colture più colpite dalle gelate in Trentino sono il ciliegio ed il melo. Meno gravi i danni alle viti.
GELATA ECCEZIONALE
Gelata memorabile durata 13 ore, simile al 1997 e 2017, 
quando si registrarono importanti danni alla produzione di mele.
Da una prima analisi meteorologica risulta che la gelata di questa notte ha avuto temperature simili al 1997 ma con durata decisamente maggiore. Infatti le basse temperature del 17-18 aprile 1997 si sono mantenute per circa 8-9 ore mentre stanotte hanno raggiunto le 13 ore.
La differenza è rappresentata dalla diversa fase di sviluppo delle piante che in alcune zone tardive potrebbe aver limitato i danni.
CODIPRA: DANNI MENO GRAVI RISPETTO AL 2017
Marica Sartori, direttrice di Codipra (Consorzio difesa produttori agricoli di Trento), dice che
Stadio fenologico, temperature, durata del gelo, sono solo alcuni dei molti parametri da valutare per capire l’impatto effettivo del gelo sulle produzioni".  Sartori aggiunge che, molto probabilmente,"non siamo di fronte ai danni causati dalla terribile gelata del 2017. Infatti, da un punto di vista fenologico le colture sono in una fase vegetativa di 10 giorni differente rispetto al 2017 quando la gelata si verificò tra il 20 e 21 aprile"

MELI, DANNI SOPRATTUTTO IN FONDOVALLE
I tecnici Fondazione Mach fanno notare che il melo, nelle zone di fondovalle, ha raggiunto lo stadio di piena fioritura, molto sensibile alle basse temperature che determinano, nel caso di danno, la perdita irrimediabile del fiore o del frutticino appena formato.
In collina ed in montagna le piante sono ad uno stadio che resiste a temperature di gelo inferiori.
Ma le condizioni della notte fra mercoledì e giovedì hanno sicuramente determinato dei danni che dovranno essere quantitativamente verificati nei prossimi giorni.

Guarda il video con i fuochi accesi di notte nei frutteti
L'INFORMAZIONE AGLI AGRICOLTORI
Gli agricoltori sono stati informati con i bollettini di previsione agrometeo emessi da Meteotrentino e, durante le due notti di gelo, allertati tempestivamente e frequentemente (nella notte tra il 6 e il 7 ogni 3 ore) con oltre 41.000 sms inviati dalle 40 stazioni meteo FEM dotate di sensori antibrina.
Dal 2020 gli oltre 1.200 utenti iscritti al servizio ricevono gli allarmi in base alla coltura (melo o ciliegio) che si attivano a soglie diverse di temperatura in base alla fase fenologica critica.
Gelate nelle campagne di TrentoGelate nelle campagne di Trento
IMPIANTI ANTIBRINA
L’azionamento degli impianti a pioggia antibrina, ove presenti, può aver ridotto, ma non azzerato, la percentuale di danno. Infatti la situazione complessiva di temperature molto rigide e di bassa umidità relativa, oltre al numero di ore di gelo, hanno messo in crisi anche un sistema ampiamente collaudato come quello dell’irrigazione antibrina.

CILIEGIO E VITE
Il ciliegio è una coltura estremamente sensibile alle gelate primaverili, sia nelle fasi precoci ma in particolar modo nel momento della fioritura.
La fase fenologica della Kordia, la varietà più diffusa in Trentino, al momento delle scorse gelate è abbastanza diversificata: nelle zone più tardive, a seconda dell’appezzamento, lo stadio fenologico osservato è da punte verdi avanzate a bottoni fiorali visibili mentre in fondovalle e nelle zone collinari più esposte è la fioritura.
Viste le temperature raggiunte (nelle zone altimetriche più elevate si sono registrati i -6 /-7°C), specialmente dove non è stata eseguita difesa attiva si osservano danni quantitativi abbastanza importanti.
I metodi adottati per la protezione dei ceraseti sono stati l’azionamento di impianti antibrina, principalmente in fondovalle, e l’accensione di stufette a pellet o di candele di paraffina (da parte di circa 40 agricoltori) soprattutto nelle zone collinari e montane.
DANNI DA VALUTARE
 Nei prossimi giorni, con ulteriori controlli sarà possibile avere un quadro più completo sia dell’entità del danno nelle varie zone che dell’efficacia della difesa attiva adottata.
Per quanto riguarda la vite, le valutazioni saranno fatte nei prossimi giorni, anche se i primi riscontri non sembrano così negativi come su altre colture.

					

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