Trento
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 09:15
Politica & Istituzioni

Legge elettorale in Trentino

Tre preferenze: sì in commissione, ma le minoranze abbandonano la seduta

Tre preferenze: proposta approvata con 5 voti favorevoli. Il Patt toglie la firma “politica” dal ddl unificato. Le minoranze abbandonano la seduta, protestando per la conduzione della presidente Vanessa Masè
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 La prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento si è riunita per discutere fra le altre cose il tema della legge elettorale, con il testo unificato dei due disegni di legge che prevedono il passaggio dalle due alle tre preferenze, di cui almeno una di genere diverso, firmati dal Patt e dalla Civica.
Come noto il centrosinistra, che quattro anni fa aveva festeggiato la doppia preferenza di genere, è contrario alle tre preferenze perché annullerebbero la parità di accesso alle cariche elettive.

IL PATT TOGLIE LA FIRMA
In apertura di seduta, Paola Demagri (Patt) ha comunicato la decisione del gruppo del Patt di togliere la firma dal ddl. Demagri ha spiegato che il ddl originario, più articolato e di revisione in diversa misura della legge elettorale è stato infatti svilito e ridotto alla battaglia sulle tre preferenze. Secondo Demagri l’opportunità della terza preferenza veniva dall’esperienza delle scorse elezioni, ma in vista di un possibile blocco dei lavori d’aula il Patt non vuole sentirsi né responsabile, né complice di quanto potrebbe accadere.  
LA QUESTIONE DEGLI EMENDAMENTI
La Presidente della Commissione Vanessa Masè ha dichiarato in apertura della discussione la non ammissibilità di alcuni emendamenti alla sua stessa proposta di legge, presentati dal consigliere Alex Marini, definiti non prettamente inerenti al testo in discussione. 
LE MINORANZE E IL RUOLO DI MASE'
Rimanendo la sola consigliera Masè come proponente della legge, le minoranze hanno richiesto che cedesse la conduzione della seduta al vicepresidente, per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio di mancanza di garanzia istituzionale.
LA PROTESTA DELLE OPPOSIZIONI
Di fronte al no di Masè, le minoranze (Sara Ferrari, Alex Marini, Ugo Rossi e Paolo Zanella) hanno abbandonato la seduta, inviando una lettera di segnalazione e protesta al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder giudicando la decisione un atto di forza, che costituisce un precedente di grave scorrettezza istituzionale.
LA MAGGIORANZA FA QUADRATO
A sostegno di Masè i consiglieri di maggioranza. Con Ivano Job, Alessandro Savoi, Mara Dalzocchio.
Vanessa Masè ha suggerito, rivolta alle Minoranze, che se si ritiene che ci sia un vulnus istituzionale sull’ammissibilità degli emendamenti o sulla possibilità del Presidente di Commissione di presentare un disegno di legge, di fare una proposta di modifica del regolamento interno. Mi prendo la responsabilità di questa decisione che non ho preso da sola, ha concluso.
Claudio Cia (Fratelli d’Italia) ha ringraziato Masé per aver mantenuto con fermezza il punto.
L'APPROVAZIONE
Il disegno di legge è stato quindi approvato con 5 voti favorevoli.  
RESPINTI I DDL DI MARINI
A seguire la Commissione ha respinto il disegno di legge del consigliere Alex Marini (5 Stelle) che proponeva modificazioni della legge sui referendum provinciali 2003, prevedendo l’introduzione del voto per corrispondenza, la raccolta delle firme elettronica, l'opuscolo informativo e il rinvio del voto referendario previsto per il 2021.
E’ stato quindi respinto, con 4 contrari e un favorevole, il disegno di legge di Marini sulla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile per la prevenzione del crimine organizzato che prevede l’istituzione dell'Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e per la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole.
Infine, la Commissione ha “aperto” il disegno di legge del consigliere Marini sulla difesa civica in ambito sanitario e la salvaguardia dei diritti degli anziani. L’esponente del Gruppo Misto_5 Stelle ha proposto un ampio elenco di possibili audizioni ed ha poi aggiornato la discussione generale sul testo.      
TERZA PREFERENZA: CONZATTI INTERROGA
Sulla questione terza preferenza interviene la senatrice Donatella Conzatti (Italia Viva), annunciando "con urgenza" una interrogazione ai ministri competenti.
 "In Trentino, nel silenzio più totale, si sta consumando un fatto molto grave: l'abrogazione della doppia preferenza di genere. Una legge, questa, che garantisce nel nostro Paese il rispetto del principio costituzionale della parità di accesso alle cariche elettive. Non è mai accaduto che il Trentino utilizzasse la propria specialità per fare peggio di molte altre regioni. Se la doppia preferenza di genere così come l'esposizione alternata di candidati e candidate verranno contestualmente abrogate, il Trentino da Provincia di eccellenza diventerebbe fanalino di coda nella parità in campo elettorale".

					

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