Trento
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 13:36
Cronaca

Sequestrata la discarica di Castel Ivano, ipotesi di traffico di rifiuti

I carabinieri del NOE hanno posto i sigilli all'impianto chiuso nel 2005 e poi riaperto con due provvedimenti dell'APPA, ritenuti ora illegittimi
Credits © carabinieri i carabinieri del NOE alla discarica di castel Ivano
i carabinieri del NOE alla discarica di castel Ivano
I carabinieri del NOE, il nucleo operativo ecologico, hanno posto sotto sequestro la discarica per rifiuti non pericolosi di Castel Ivano, in esecuzione di un provvedimento del gip di Trento.

A richiederlo, i pm della direzione distrettuale antimafia del capoluogo, ad esito di un'indagine su fenomeni di criminalità ambientale che si è in particolare concentrata su alcuni conferimenti di rifiuti contenenti policlorobifenili (PCB), provenienti dalla bonifica del Parco Parenzo Sud-Ovest di Brescia.

Secondo quanto ricostruito, il sito - aperto nel 1993 per accogliere rifiuti non pericolosi - aveva terminato l’attività di smaltimento nel 2005. Successivamente, però, il conferimento di ulteriori 130mila metri cubi di rifiuti era stato autorizzato da due provvedimenti - accertati essere del tutto illegittimi - attuati da altrettanti dirigenti dell’APPA.

Proprio negli uffici dei dirigenti provinciali che hanno rilascio le autorizzazioni sono state condotte perquisizioni.

Le posizioni degli indagati sono al vaglio della DDA di Trento, le ipotesi di reato riguardano le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
 

					

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