Maltempo in Trentino, emergenza rientrata, circa 5 milioni di danni

Oltre 230 le richieste di intervento, mille vigili del fuoco impegnati sul territorio

Maltempo in Trentino, emergenza rientrata, circa 5 milioni di danni
@Tgr Trento
Innumerevoli i danni provocati dal maltempo in Trentino

La situazione attuale

La perturbazione che ha scaricato sulla regione una poderosa quantità d'acqua se n'è andata. L'emergenza maltempo è rientrata, in mattinata un vertice presso nella Sala Operativa della Protezione Civile ha permesso di fare punto della situazione. Non sono state rilevate particolari criticità, ma i danni sono stati ingenti, si parla di circa 5 milioni di euro. 

Alcune strade rimangono attualmente chiuse, smottamenti e piccole frane sono comunque in via di risoluzione, mentre le strade forestali hanno subito numerosi cedimenti di banchine, erosioni e colate detritiche la cui valutazione complessiva sarà possibile soltanto in primavera

 

GLI INTERVENTI
 

Le richieste di intervento al Servizio Antincendi e protezione Civile dalle ore 12.00 di ieri e fino a questa mattina sono state oltre 230, mentre circa un migliaio di Vigili del fuoco sono stati attivati e distribuiti su tutto il territorio provinciale nella scorsa notte, soprattutto per monitorare gli eventi e essere pronti ad intervenire in caso di necessità. Un ringraziamento al personale provinciale, ai Vigili del Fuoco permanenti e ai tantissimi volontari che hanno prestato la loro opera è venuto dal presidente Maurizio Fugatti, presente alla riunione: "A tutte le persone che si sono rese disponibili nelle diverse parti del territorio va un sentito ringraziamento da parte nostra. Questa seconda fase di emergenza può fortunatamente considerarsi chiusa; le strutture sono state in grado di utilizzare al meglio tutte le capacità tecniche e le infrastrutture a disposizione, come le dighe e, dopo le verifiche fatte questa mattina, non è stato necessario aprire di nuovo la galleria Adige-Garda".
 

 

La riunione della Sala Operativa della Protezione Civile. Da sinistra il presidente Fugatti, il dirigente del Dipartimento Protezione Civile Raffaele De Col, il Dirigente del Servizio prevenzione rischi e centrale unica di emergenza Stefano Fait, la dirigente del Servizio antincendi e protezione civile Ilenia Lazzeri [ Archivio Ufficio Stampa Pat]

 

Come emerso dai resoconti della Sala Operativa, gli interventi hanno riguardato soprattutto allagamenti per la rottura o il malfunzionamento di pompe, mentre gli eventi si sono verificati soprattutto nelle Giudicarie e in Rendena, nelle Valli di Non e Sole e in Valle dei Mòcheni.
Gli smottamenti e le colate di massi e fango che hanno interessato alcune zone sono tuttora in corso di valutazione. La frana che da Sporminore è scesa verso Lovernatico non sembra rappresentare un pericolo per il torrente e a Cloz la situazione è sotto controllo. A Cavedine si è verificata una frana traslativa in strati di roccia, che si sono frammentati in blocchi di varie dimensioni, provocando un accumulo di circa 50.000 mc alla base del versante. I due tralicci di elettrodotti e i due edifici agricoli vicini all'evento non hanno subito danni. Oggi è stato effettuato un sopralluogo con i rappresentanti del comune di Cavedine, per verificare la stabilità dei tralicci.
La situazione degli invasi è sotto controllo e anche il colmo del fiume Adige non ha creato situazioni di pericolo ed è in calo. Come ricordato dal presidente Fugatti, non è stato necessario ricorrere all'apertura della galleria Adige-Garda, anche se permane fino a lunedì prossimo il divieto di navigazione per un raggio di 200 metri dallo sbocco della galleria e da quello del fiume Sarca, oltre alla cauta navigazione su tutto lo specchio del lago, per la parte trentina. La pioggia ha raggiunto nelle ultime ore i 130 millimetri di media, calando ai 5 mm all'ora in mattinata, ma le precipitazioni si esauriranno con ogni probabilità nel corso del pomeriggio su tutto il territorio.  

 

La serata del 2 novembre

Verso le ore 20 c'è stata un’attenuazione delle precipitazioni e un calo della quota neve. La raccomandazione è quella di evitare di avvicinarsi ai corsi d’acqua; porre massima attenzione alle condizioni dei luoghi da percorrere, anche con automezzi e veicoli ed evitare di immettersi in aree che presentino condizioni anomale o di pericolo. 

Una notte di intenso lavoro per monitorare il territorio provinciale. La Protezione civile del Trentino, per l’intera notte a presidio del territorio, corsi d’acqua e versanti in primis. Moltissime le richieste di gestione delle emergenze.

Fra queste la chiusura della strada statale del Rolle per allagamenti e della provinciale di Santa Massenza per caduta massi. 

La protezione civile in azione sugli argini del ponte Romano a Pieve di Ledro (torrente Masangla) - Vigili del fuoco volontari

Molti gli allagamenti e gli smottamenti sino alla tarda serata, fra questi anche quelli che hanno riguardato le strutture private, soprattutto nel territorio di Trento. In serata la Centrale 112 ha attivato il cosiddetto “filtro laico”, con la presa in carico dei soli eventi urgenti da parte della Centrale del Corpo permanente dei Vigili del fuoco.