Inquinamento nelle falde di Trento Nord. I dati dell'Agenzia per l'ambiente

Il 3 aprile online gli esiti dei monitoraggi Appa effettuati sulle aree inquinate di Trento Nord e sui terreni del bypass ferroviario. Zanotelli: "Pubblicazione trasparente", e minaccia azioni per tutelare la credibilità delle istituzioni

Inquinamento nelle falde di Trento Nord. I dati dell'Agenzia per l'ambiente
TgrTrento
Sopralluogo nelle aree inquinate di Trento Nord. L'agenzia per l'ambiente pubblica i dati sulle analisi delle falde

La falda sotto l’ex Sloi è inquinata in un’area molto limitata, con valori vicini ai limiti di legge. Pesantemente contaminata invece l’acqua sotto l’ex Carbochimica, da idrocarburi di varia natura. Un inquinamento riscontrato anche vicino alla roggia Lavisotto, probabilmente dovuto alla contaminazione dello stesso corso d'acqua. Anche le analisi delle falda nella zona bypass ferroviario, nei pressi del cavalcaferrovia di Nassirya, risentono della vicinanza ai terreni contaminati dell’ex Carbochimica. 

E’ questa, in sintesi l’anticipazione delle analisi effettuate dall’agenzia provinciale per l’ambiente (Appa) sui terreni inquinati di Trento Nord. Dati che verranno pubblicati integralmente nella giornata di mercoledì 3 aprile.    

Attività del tutto trasparenti, lontane dalle accuse variamente articolate e gravi di questi giorni” è stato il commento dell’assessora Giulia Zanotelli che minaccia azioni contro chi, senza motivazione “lederà la credibilità delle istituzioni” su questi temi.

In dettaglio: Area ex Sloi

La falda a valle del sito è influenzata dall'inquinamento in un'area molto limitata. Si ha presenza di piombo e piombo organico oltre i limiti nei piezometri al limitare sud del sito e con valori prossimi ai limiti di legge. La problematica è oggetto dell’ordinanza del Ministero dell'Ambiente, che chiede ai proprietari del sito di individuare con precisione la zona di origine della contaminazione, ai fini della conseguente operazione di messa in sicurezza.

Area ex Carbochimica

La falda a valle del sito è stata pesantemente contaminata dagli inquinamenti tipici del sito e derivanti dalle attività industriali (tipicamente idrocarburi di varia natura).

Dopo l'accensione della barriera idraulica nel 2001, molti punti di monitoraggio hanno mostrato un miglioramento. La barriera preleva dalla falda acque molto contaminate e le filtra, rimuovendo continuamente la contaminazione che uscirebbe dal sito.

Restano comunque superamenti nei punti limitrofi alla roggia Lavisotto, presumibilmente dovuti all'influenza della roggia contaminata, che, date le dimensioni, non è possibile delimitare con una analoga barriera idraulica.

Per questo motivo, all'interno del Piano generale di utilizzazione delle Acque pubbliche (Pguap) è stata introdotta una forte limitazione d'uso della falda (di fatto inibendone l'uso nei pressi del Sito di interesse nazionale) e comunque nel 2013 il Comune, tramite Appa, ha effettuato analisi della qualità dell'aria attorno al Lavisotto che hanno permesso ad Azienda sanitaria di affermare che non vi sono criticità su questo fronte.

Falda area bypass

Il bypass è ubicato a fianco del Lavisotto e nella zona di alterazione della falda definita dal Pguap. I dati raccolti da Rfi e Appa nei piezometri all'interno del sedime ferroviario sono coerenti con i dati di monitoraggio storico, esterni al bypass in analoga posizione. Nella zona più vicina all'area ex Carbochimica e cavalcaferrovia di Nassirya la qualità della falda risente della presenza degli inquinanti di tipo idrocarburico, mentre più a valle non si registrano elementi di contaminazione del Sito di interesse nazionale.