Trento
08 Dicembre 2021 Aggiornato alle 19:06
Economia & Lavoro

Cavit, silurato Lutterotti

L'assemblea di uno dei maggiori consorzi trentini e d'Italia ha eletto Lorenzo Libera. L'ex presidente paga la svolta bio
di Elisa Dossi

Dopo soli 3 anni Bruno Lutterotti non è più presidente di Cavit. Il suo progetto, una filiera di vini di qualità per far fronte all'enorme produzione standardizzata veneta e del Nord Est attraverso la conversione al biologico, che da presidente della cantina Toblino sta portando avanti in Valle dei Laghi, non verrà esteso subito ad altre cantine di Cavit. Delle 10 cantine che rappresentano 4.500 soci, infatti, 7 hanno eletto presidente Lorenzo Libera, presidente della cantina sociale di Avio.

"Eppure proprio ora era il momento di insistere" ha commentato Lutterotti, spiegando che occorreva trovare i vitigni per disegnare i vini del Trentino.  "La visione va condivisa con l'inizio della filiera, non solo calata dall'alto" sono state invece le prime parole di Libera che ha aggiunto: "Il mercato non vive di sole eccellenze".

La strada rimane comunque quella della qualità che negli anni ha pagato. Parlano i numeri: il fatturato 2017-2018 sale a 190,5 milioni e segna un +4,4% sugli anni precedenti, con una crescita delle vendite in Italia di ben il 3% rispetto al 2015 e dati positivi sulla linea di eccellenza Altemasi. A preoccupare è proprio la buona vendemmia nel Nord Est che in prospettiva porta a tensioni al ribasso sui valori delle uve.

					

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