A Levico il vento devasta il parco. Borgo, rientrate le famiglie evacuate
Al parco asburgico decine le piante spezzate o sradicate, tra loro anche molti alberi secolari. A Borgo passata la paura per la piena del fiume Brenta, solo nel pomeriggio di martedì sono state ripristinate le forniture di energia elettrica
"Molti alberi schiantati, spezzati, sradicati, e alcuni anche purtroppo di quelli secolari... il fenomeno è stato così. Il parco, in particolare nella zona nord est, ne ha risentito moltissimo".
Michele Sartori, sindaco di Levico, descrive con rassegnazione gli effetti della tromba d'aria che si è abbattuta sulla cittadina termale nel pomeriggio di lunedì, 29 ottobre. Devastato in modo gravissimo il parco asburgico - un danno ambientale e paesaggistico prima ancora che economico - il vento ha anche scoperchiato i tetti di abitazioni e capannoni. Danni anche al convitto Armida Barelli, i cui studenti sono stati evacuati dai vigili del fuoco e ospitati per la notte dal Comune.
Intanto va lentamente normalizzandosi la situazione in bassa Valsugana. A Borgo è passata la paura per la piena del fiume Brenta, come spiega il sindaco Enrico Galvan: "non essendoci stata l'esondazione, questa mattina ho potuto revocare l'ordinanza e far rientrare le famiglie nelle zone dove c'era stata l'evacuazione".
Nel pomeriggio sono state progressivamente ripristinate le forniture di energia elettrica, dopo un black out andato avanti dalla serata di lunedì. Cinque le squadre tecniche impegnate per riattivare le utenze, domestiche, industriali e nei servizi pubblici, che si sono giovate anche dell'ausilio di un elicottero dei vigili del fuoco.
Il maltempo ha causato pesanti disagi anche tra Primiero e Vanoi, con edifici scoperchiati e molte strade rese impraticabili dalla caduta di piante. Spavento, ma per fortuna danni limitati, per un addetto alla gestione strade della Pat, finito con la sua Panda di servizio nella forra lungo lo Schener.
Michele Sartori, sindaco di Levico, descrive con rassegnazione gli effetti della tromba d'aria che si è abbattuta sulla cittadina termale nel pomeriggio di lunedì, 29 ottobre. Devastato in modo gravissimo il parco asburgico - un danno ambientale e paesaggistico prima ancora che economico - il vento ha anche scoperchiato i tetti di abitazioni e capannoni. Danni anche al convitto Armida Barelli, i cui studenti sono stati evacuati dai vigili del fuoco e ospitati per la notte dal Comune.
Intanto va lentamente normalizzandosi la situazione in bassa Valsugana. A Borgo è passata la paura per la piena del fiume Brenta, come spiega il sindaco Enrico Galvan: "non essendoci stata l'esondazione, questa mattina ho potuto revocare l'ordinanza e far rientrare le famiglie nelle zone dove c'era stata l'evacuazione".
Nel pomeriggio sono state progressivamente ripristinate le forniture di energia elettrica, dopo un black out andato avanti dalla serata di lunedì. Cinque le squadre tecniche impegnate per riattivare le utenze, domestiche, industriali e nei servizi pubblici, che si sono giovate anche dell'ausilio di un elicottero dei vigili del fuoco.
Il maltempo ha causato pesanti disagi anche tra Primiero e Vanoi, con edifici scoperchiati e molte strade rese impraticabili dalla caduta di piante. Spavento, ma per fortuna danni limitati, per un addetto alla gestione strade della Pat, finito con la sua Panda di servizio nella forra lungo lo Schener.