Trento
12 Novembre 2019 Aggiornato alle 16:55
Cronaca

2018 in Trentino, un anno ricco di cronaca

Il 2018 è stato un anno denso di fatti di cronaca in Trentino. Abbiamo selezionato una serie di eventi, a nostro avviso tra i più importanti. Vediamo questa sintesi dell'anno, sul fronte appunto della cronaca
di Stella Antonucci

Sono gli uomini e le donne della protezione civile trentina i protagonisti indiscussi del 2018, sempre in prima linea. 

Lo fanno capire, se ce ne fosse bisogno, anche soltanto i freddi numeri degli interventi realizzati dai vigili del fuoco permanenti e volontari: in media 90 al giorno. 

L'emergenza più grave porta la data del 28 e del 29 ottobre: in Trentino, e non solo, si abbatte l'apocalisse: tempeste di pioggia e vento, la più intensa perturbazione dal 1966; 2 i morti: Michela Ramponi a Dimaro e Denis Magnani a Dardine; corsi d'acqua esondati, intere superfici di boschi azzerate, la galleria Adige Garda aperta e non accadeva dal 2002; ma ancora: scuole chiuse, centinaia di sfollati e 300 milioni di euro di danni stimati. L'immagine di Dimaro, dove è morta la giovane mamma Michela e dove un intero camping è stato raso al suolo dall'esondazione del rio Rotian, è una delle più eloquenti di questa devastazione. 

Ma c'è un'altra immagine simbolo del 2018 legata al maltempo, e ritrae Moena. La data in questo caso è quella del 3 luglio. Un nubifragio intenso, come non si registrava da 80 anni, provoca l'esondazione del rio Costalunga. Il centro abitato di Moena finisce sotto una coltre di acqua e fango, una 50ina gli sfollati. Volontari e vigili del fuoco lavorano a pieno ritmo per riportare alla normalità, in pochi giorni, la perla delle Dolomiti.

Il 2018 è segnato anche da un lunga scia di incidenti sulla neve nella prima parte dell'anno, uno dei quali, vittima il poliziotto Bruno Paoli, ha portato a gennaio al sequestro temporaneo - da parte della Procura - dell'intera stazione sciistica della Panarotta. 

Ma ancora tragici incidenti sulle strade e sul lavoro, tra i quali spicca - per la dinamica agghiacciante - la morte dell'operaio moldavo Vitali Mardari, trovato senza vita a Sagron Mis. La ricostruzione dei carabinieri inchioderebbe un imprenditore bellunese che faceva lavorare il giovane in nero come boscaiolo e per sviare le indagini ha alterato la scena dell'incidente spostandone il corpo.

Due fatti di sangue in particolare hanno scosso il Trentino nell'anno appena trascorso: a marzo l'omicidio del 44enne Andrea Cozzatti morto per mano del conoscente, reo confesso, Salvatore Mulas e a metà novembre l'omicidio suicidio di Costa di Folgaria: Massimo Toller 59enne ex camionista uccide, sparando, il figlio della moglie Alessandro Pighetti e poi si toglie la vita.

Il 2018 è anche l'anno delle donne: il movimento cooperativo trentino elegge Marina Mattarei come presidente. E' la prima volta di una donna in 123 anni di storia della Federazione trentina della Cooperazione. Prima volta anche per la Sat, la cui guida è affidata ad Anna Facchini.

Donne protagoniste, loro malgrado, anche su un fronte sempre più allarmante: la violenza di genere. Una media in Trentino di 50 casi al mese di donne maltrattate tra i 16 e i 64 anni. Un caso nazionale diventa quello di Agitu Ideo imprenditrice agricola di origine etiope che lavora in Val dei Mocheni. Per il suo presunto stalker, un pastore trentino, chiesto il rinvio a giudizio.

Per la Procura di Trento, tanti i filoni di indagine aperti come quello delle presunte tangenti nella sanità regionale. Ma anche il coordinamento di numerose operazioni antidroga condotte dalle forze dell'ordine.

Per molti lavoratori, del Sait e non solo, il 2018 è stato un anno di paure e crisi occupazionali. Sui tavoli dei sindacati diverse vertenze aperte.

A fine dicembre la clamorosa protesta nel carcere di Spini di Gardolo. Il suicidio di un detenuto innesca la sommossa di 200 carcerati scontenti per le condizioni di vita nella stuttura. Celle semidistrutte e in gran parte inagibili.

Ha risalto internazionale, infine, la morte del 29enne giornalista trentino Antonio Megalizzi, una delle 5 vittime dell'attentato terroristico di Stasburgo. Funerali solenni per lui nel Duomo di Trento e la speranza, espressa da più parti, che il sogno europeo in cui Antonio credeva trovi ora riscontro in progetti concreti.

					

Potrebbero interessarti anche...


					
						

Altri video da Cronaca