Trento
14 Ottobre 2019 Aggiornato alle 06:24
Ambiente

Orsi in Trentino: a 20 anni dalla reintroduzione

Nel maggio 1999 il primo rilascio. Ora gli orsi sono una cinquantina. Dei 10 "fondatori" solo Jurka è ancora viva. Le vicende degli orsi hanno acceso passioni e polemiche. Ma il futuro ha molte incognite. Nel servizio le immagini storiche
di Di Massimo Mazzalai. Montaggio di Enrico Gremes

Venti anni fa il primo rilascio di orsi nel Parco Adamello Brenta, con l'obiettivo di reintrodurre l'animale nelle Alpi centrali.

26 maggio 1999

Viene liberato in val di Tovel un maschio di 3 anni pesante 99 chili catturato in Slovenia, nella Riserva di Jelen-Sneznik, in località Masun. Il 30 maggio nella riserva di Medved-Kocevje, vicino al fiume Kirka viene catturata una femmina di 3 anni per 55 chili, rilasciata anche lei in val di Tovel.

Furono loro, Masun e Kirka, i primi dei 10 esemplari portati in Trentino, dove gli orsi autoctoni erano vicini ad una ormai inevitabile estinzione. 

2000: Daniza e Joze

Dopo Masun e Kirka, nel duemila il rilascio di Daniza e di Joze (i patriarcchi degli orsi trentini) ed Irma (morta sotto una valanga in val Iron pochi mesi dopo). Daniza in particolare divenne celeberrima e la sua vicenda è nota a livello internazionale dopo la sua morte nel 2014 durante un tentativo di cattura per la controversa vicenda di un attacco all'uomo.   Una figlia di Daniza, Dj3 dal 2011 vive in cattività nel recinto del Casteller, vicino a Trento.   

2001: Jurka

Arrivarono dalla Slovenia altri protagonisti delle vicende dell'orso in Trentino: Jurka, e Vida. Jurka, anche lei protagonista di numerosi danneggiamenti e di vicende "familiari" che appassionarono l'opinione pubblica di qua e di là dalle Alpi. Jurka era madre di JJ1 "Bruno" abbattuto nel 2004 in Baviera ed ora impagliato nel museo "Mensch und Natur" in un'ala del Castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera.  Bruno divenne un simbolo degli animalisti in Germania e in Trentino diede il nome al centro sociale con tanto di murale in via Dogana, edificio abbattuto nel 2014.   
Jurka venne catturata nel 2007 ed ora è attrazione del parco lupi ed orsi della Foresta Nera. Nel 2019 è lei l'unica dei "fondatori" ancora viva, anche se in cattività. Un altro figlio di Jurka,  JJ3 che si era spostato in Svizzera, venne dichiarato pericoloso ed abbattuto dalle autorità federali nel Canton Grigioni. 

2002: Gasper

Gli ultimi rilasci: Gasper, Brenta e Maja per sostituire Irma.
Gasper (che con Joze è il padre fondatore della colonia trentina) divenne famoso nel maggio 2002 quando fu filmato mentre scorrazzava nelle vie di Piedicastello a Trento. 

"Mantenere l'orso sulle Alpi"

Fino ad allora erano stati vani i tentativi negli anni '50 e '60 di rinsanguare la colonia di plantigradi con esemplari liberati dalla cattività. Perché era chiaro che l'orso delle foreste trentine, ridotto a pochissimi esemplari, era destinato ormai all'estinzione.
Cominciò così nel 1992 lo studio di un progetto che venne approvato nel 1998 e realizzato dal Parco Adamello Brenta con la Provincia Autonoma di Trento e l'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e finanziato dell'Unione Europea. Life ursus (ufficialmente concluso nel 2004) è riuscito nell'intento di salvare l'orso, oggi è stimata la presenza di una cinquantina di esemplari, numero stabile da qualche anno. Ed è oggetto di studio di esperti e zoologi da tutto il mondo. Ma problemi e discussioni non sono mai mancati.  Le vicende degli esemplari più estroversi e confidenti con l'uomo hanno riempito le cronache e alimentato polemiche anche aspre. E la questione della convivenza fra grandi carnivori e attività dell'uomo in montagna è questione affrontata in vario modo dalla politica.

Il futuro degli orsi in Trentino

Silenziosa invece, ma rilevante la storia degli esemplari che tenendosi alla larga dall'uomo e dagli animali d'allevamento si sono riprodotti fino a portare la colonia trentina a una cinquantina di orsi.  Il ripopolamento procede dunque, anche se ci sono due aspetti critici: l'area dove si sono insediati rimane quella del Trentino occidentale e sembra lontano l'obiettivo di espansione sull'arco alpino e il ricongiungimento con gli orsi dell'area dinarica. Da qui l'altra criticità: tutti gli esemplari trentini discendono da due soli maschi: Joze e Gasper. Un problema per la variabilità genetica della specie. Una questione da affrontare per il futuro degli orsi in Trentino.

					

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