Trento
    19 Giugno 2019 Aggiornato alle 09:35
    Economia & Lavoro

    Tunnel del Brennero, una nuova fresa al ritmo di 60-70 metri al giorno

    Scaverà fino al 2023, rivestendo di pannelli di cemento la galleria man mano che procede. Il collegamento ferroviario pronto per il 2028
    di Fabio De Ponte

    Immaginate di entrare nella punta di un trapano, lunga oltre duecento metri e larga dieci. È quello che farà d'ora in poi tutti i giorni una ventina di operai al cantiere del tunnel del Brennero.
    È stata inaugurata infatti la terza e ultima fresa del versante italiano. Un gigantesco macchinario che non solo buca la montagna al ritmo di 60-70 metri al giorno, ma riveste l'interno del foro man mano che procede con dei pannelli di cemento, che vengono realizzati direttamente col materiale di risulta dello scavo, portato fuori con dei rulli trasportatori.
    La nuova fresa, prodotta in Germania, si chiama Virginia, il nome della figlia di uno dei responsabili dei lavori. Con lo stesso criterio erano state battezzate già anche le due precedenti, Serena e Flavia, che stanno realizzando le altre due gallerie del cantiere. I tunnel infatti sono tre in tutto: un cunicolo esplorativo, più piccolo, e due gallerie vere e proprie, più grandi, nelle quali passeranno i treni. Una per quelli che andranno in direzione nord e l'altra per la direzione sud.
    Virginia scaverà fino al 2023, quando secondo le previsioni il suo tunnel si congiungerà con quello gemello sul versante austriaco. Poi ci sarà da stendere i binari e realizzare il collegamento ferroviario, che sarà attivo, secondo le previsioni, a partire dal 2028.
    Il cantiere, che costerà complessivamente poco meno di otto miliardi e mezzo, impiega oltre 2.300 operai, due terzi dei quali, circa 1600, sul versante italiano.

    Nel servizio le interviste ad Antonio Voza, direttore lavori lotto Mules 2-3, e a Raffaele Zurlo, amministratore di parte italiana di BBT SE.
    
    					

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