Trento
16 Settembre 2019 Aggiornato alle 18:17
Arte & Cultura

Il libro di Casalini: Reportage dallo "Spazio ibrido"

Anche la residenza Fersina di Trento e il confine del Brennero. Un racconto del Mediterraneo attraverso storie di periferia.
di Elisa Dossi

Bassifondi da scoprire. Non le storie degli ultimi, ma l'esplorazione dei loro mondi, alla ricerca dei divari tra il racconto della realtà e il modo in cui viene vissuta. E' "Lo spazio ibrido", libro del giornalista Simone Casalini, caporedattore del Corriere del Trentino: "Rispetto a ciò che si crede, nelle periferie ci sono molte più forme di scambio, di negoziazione" spiega.

Spazi intermedi, dove non esistono più colonizzati e colonizzatori. Spazi che aprono crepe nella storia dell'Occidente. In primo piano l'identità: non è semplice e immutabile, per Casalini, ma mescolata, stratificata. Da cui il titolo, "Lo spazio ibrido": "E' lo spazio della nostra quotidianità" aggiunge l'autore.

Un reportage scritto da una sponda all'altra del Mediterraneo: dalla Tunisia a Mazara del Vallo, Genova, la Costa Azzurra, il Brennero. Dove il confine anzichè rigido e immodificabile diventa una sfida: "Per creare - spiega Casalini - un'inclusività, uno sguardo diverso e plurale sulla storia del mondo"

C'è anche Trento: la residenza Fersina, ex caserma che oggi ospita i migranti. Per Casalini, luogo di separazione dalla società, con riferimento alla filosofia di Foucault: "Sono persone che parte della comunità non vorrebbe vedere o che noi presupponiamo non vorrebbero vedere"

					

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