Trento
23 Luglio 2019 Aggiornato alle 19:12
Ambiente

Il "Basso" delle Dolomiti di Brenta, montagna di sfide

Celebrati al rifugio Pedrotti i 120 della conquista della vetta. Allora fu sfida nazionalista, oggi è occasione per superare la disabilità

Le immagini (guarda servizio) del "Campanil Basso", la vetta-simbolo delle Dolomiti di Brenta. 

Centoventi anni fa, furono due studenti austriaci - Otto Ampferer e Karl Berger - ad arrivare in cima ai 2.877: monolito collocato tra il Campanil Alto e la cima Brenta Alta.

Non c'è escursionista che sia passato dalle Dolomiti di Brenta e che non lo abbia fotografato. La sua conquista - oltre un secolo fa - divenne anche scontro nazionalistico, di sfida delle correnti irredentiste.

Il primo a cercare la conquista del Campanil Basso fu infatti il trentino Carlo Garbari, ma, partito dal rifugio Pedrotti,  il suo tentativo - lui che aveva già conquistato Cima Brenta - fallì a pochi metri dalla vetta.

Ce la fecero, due anni dopo, i due alpinisti austriaci. Ma 120 anni dopo la conquista del Basso rappresenta sempre un traguardo, anche per sconfiggere - come ha dimostrato a suo tempo Gianluigi Rosa - un'idea sbagliata di disabilità. 

					

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