Trento
21 Agosto 2019 Aggiornato alle 07:41
Scienza & Tecnologie

Due nuove specie botaniche al Museo civico di Rovereto

Finora erano sconosciute. Per scoprirle, in trent'anni, i botanici lagarini hanno fatto il giro del mondo a piedi. Si tratta del rovo della val di Cembra e dell'alchemilla di Greta e Gregorio
di Elisa Dossi


Si chiama rovo della val di Cembra ed è una delle nuove specie botaniche scoperte dal museo civico di Rovereto. Finora era ignorato o confuso con altri rovi. Produce more, quindi è stato di fatto scoperto un nuovo frutto di bosco commestibile.
A realizzare il sogno di ogni naturalista e catalogarlo è stato il conservatore della sezione botanica Filippo Prosser: "E' stata un'esperienza stupenda - spiega - fare le escursioni. A volte sbagliavo direzione, seguendo l'areale sono arrivato da Pergine a Laives e poi in val Rendena".
Così sono stati raggiunti e superati i 50 km quadrati necessari a catalogarla come nuova specie.

In realtà sono in tutto 7 quelle individuate di recente dal Museo civico di Rovereto e in sei casi la scoperta porta il nome di Prosser. Sono contenute in un libro che cataloga l'intera flora trentina: un lavoro avviato dagli anni '90. A spiegare l'entità, il vice direttore del museo Alessio Bertolli: "In trent'anni, per raccogliere oltre un milione di dati, abbiamo percorso a piedi una distanza che equivale all'intero giro del mondo".

L'ultima nuova specie identificata è un'alchemilla a cui è stato dato il nome dei figli di Prosser, Greta e Gregorio. Si trova in Vezzena. A nutrirsene sono le mucche e chissà che non sia il segreto del gusto del formaggio.

					

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