Trento
16 Settembre 2019 Aggiornato alle 08:54
Cronaca

L'11 settembre riunisce gli italo-americani, a Pinzolo per non dimenticare

I discendenti degli emigranti della Val Rendena si radunano ogni anno sulla passeggiata in cui sono incisi i nomi delle città di destinazione dei moleta: è il momento della preghiera per le vittime e della condivisione di dolorosi ricordi
di Alessandro Franzi

Gli italo-americani della Val Rendena si ritrovano spontaneamente ogni anno per ricordare con una preghiera le vittime degli attentati dell'11 settembre. "Abbiamo tre figli - racconta Ivo Cavoli, che vive con la famiglia a Washington -. Uno di loro, quel giorno, si trovava al lavoro a Wall Street, un altro al Pentagono. Mia moglie stava impazzendo per avere informazioni: ci volle quasi tutta la giornata per sapere che stavano bene".

Sono tutti (o quasi) discendenti degli emigranti partiti dalla valle, nella prima metà del secolo scorso, per fare gli arrotini (i moleta) o i minatori oltre Atlantico. Alcuni sono tornati nei luoghi di origine, altri vengono solo per le vacanze. Ma il luogo dell'appuntamento non è casuale.

A Pinzolo, c'è una strada lastricata con i nomi di tutte le città del mondo in cui vive una comunità trentina. Nel giorno dell'11 settembre ci si ritrova attorno a quella di New York. Nulla di ufficiale, nulla di formale. E' un passaparola fra chi ha voglia di portare una candela, un fiore, una bandiera americana, di scambiare semplicemente un saluto prima di riprendere la strada di casa.

Raimondo Nella, quella mattina del 2001, in cui gli aerei dirottati dagli uomini di Al Qaeda si schiantarono contro le Torri Gemelle e la sede del ministero della Difesa americano, si trovava nel suo ufficio in un grattacielo di New York non lontano dal luogo dell'attentato. "Era una giornata normale - ricorda -, tutto era normale. Poi, in pochi settimane, tutti capirono invece che nulla era più normale a New York. Perché non c'era una persona che non conoscesse qualcuno che aveva perso la vita al World Trade Center".

Nella sua casa di Carisolo, c'era Virginia Beltrami Maestri, rientrata in Trentino con la famiglia negli anni Ottanta. Prima, lavorava non distante dalle Torri. "Quella mattina - torna indietro con la memoria - mi trovavo in casa con mia figlia, che aveva 39 di febbre. A un certo punto mi chiama e mi dice di guardare la tv: pensavo che fosse un film, invece stava accadendo qualcosa di enorme".

Tutti, attorno alla pietra che ricorda il nome di New York, hanno un solo pensiero: "Non possiamo dimenticare quel giorno - dice Rita -. Ed è bello che ci ritrovi tutti insieme qui, fra americani che dividono la loro vita fra l'Italia e gli Stati Uniti". 

Ed è una solidarietà che si rinnova spesso, in questa valle trentina sotto le Dolomiti di Brenta, sospesa fra due mondi. C'è chi, durante l'anno, organizza il Thanksgiving. E chi (in tanti) festeggia il 4 luglio come fosse in America. 

					

Potrebbero interessarti anche...


					
						

Altri video da Cronaca