Trento
16 Settembre 2019 Aggiornato alle 08:54
Scienza & Tecnologie

Quattro laboratori all'avanguardia per lo studio delle mummie

Nuovi spazi di ricerca al Noi Techpark di Bolzano. L'istituto per lo studio delle mummie ha a disposizione laboratori e macchinari d'avanguardia per analizzare ossa e DNA dei reperti e per sviluppare metodi di conservazione sempre più efficaci.
di Lucio Giudiceandrea

Tutto parte dalla scoperta dell'uomo del Similaun, riemerso dallo scioglimento dei ghiacci sul Giogo di Tisa. Da allora, era il settembre del 1991, si è sviluppato in Alto Adige un interesse crescente per lo studio delle mummie. All'Accademia europea di Bolzano esiste un apposito istituto, diretto da Albert Zink, che ha al suo attivo decine di pubblicazioni scientifiche in materia. Ora i ricercatori impegnati in queste indagini dispongono di quattro nuovi laboratori. Quello di antropologia permette di studiare i resti ossei; altri due laboratori hanno strumenti di analisi del DNA antico e moderno; infine il laboratorio di conservazione, dove si sviluppano e provano nuove tecniche per preservare i reperti.
Nel presentare i nuovi spazi ha fatto gli onori di casa il presidente dell'Eurac Roland Psenner, mentre Albert Zink ha illustrato le caratteristiche dei singoli laboratori. Vito Fenicola, presidente dell'Istituto, ha spiegato come lo studio delle mummie antiche può aiutare la medicina contemporanea. Il Presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher ha visitato i laboratori per lo studio del DNA, dove si entra solo con tuta asettica e mascherina alla bocca. Prima di questo singolare "giro d'onore" ha assicurato all'istituto il sostegno della giunta provinciale.
 

					

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