Trento
23 Ottobre 2019 Aggiornato alle 22:58
Cronaca

Trentino attrattivo per i narcos, in crescita il consumo di stupefacenti

La provincia di Trento, come l'Alto Adige, è una zona ricca, con buona capacità di spesa e con limitata concorrenza sul mercato della droga

Le organizzazioni mafiose conducono i loro traffici illeciti con logica imprenditoriale: per questo il mercato del Trentino Alto Adige, ricco e ancora con poca concorrenza, appare particolarmente attrattivo.

Mario Palumbo, comandante della Finanza nella provincia di Trento, spiega in questi termini l'interesse per questo territorio del cartello di narcotrafficanti sgominato dalle fiamme gialle con l'operazione Carthago.

Sui 73 indagati, 25 risiedono in regione - tra loro 6 trentini e un bolzanino - e sempre nel territorio regionale sono stati 6 gli arresti in flagranza di reato, 3 le perquisizioni, 10 i chili di stupefacenti sequestrati. Infine, risulta risiedere in Trentino uno dei quattro maghrebini ancora ricercati in Italia e all'estero.

Evidenze che dimostrano la centralità del territorio nell'attività dell'organizzazione - non a caso è da qui che è partita l'indagine - ma che secondo gli investigatori non sono sufficienti a far parlare di vere e proprie infiltrazioni mafiose. A riprova, il fatto che tutti gli indagati in regione avessero compiti di spaccio, ma non rivestissero ruoli di vertice nel sodalizio.

La portata dell'operazione, spiegano gli uomini della sezione antidroga della Finanza, testimonia di un uso crescente degli stupefacenti in regione. Uso che si amplia progressivamente alle fasce più giovani della popolazione. Negli oltre tre anni dell'indagine, infatti, è stata infatti osservata una costante presenza degli spacciatori all'esterno di alcuni istituti scolastici dei capoluoghi.

					

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