Trento
17 Ottobre 2019 Aggiornato alle 10:09
Scuola

Al liceo Rosmini di Trento una classe di soli ripetenti

Un'aula laboratorio dove cancellare le differenze e ricostruire insieme competenze e autostima. Così al Rosmini si combatte la dispersione scolastica

A dirla così, 23 ragazzi ripetenti insieme in un'unica classe, sembra un ritorno al passato, alla faccia dell'inclusione. Per capire siamo andati al Liceo Rosmini di Trento, dove insegnanti e preside hanno deciso di capovolgere il punto di vista. Provate a pensare, dice il dirigente Stefano Kirchner, a quanta inclusione incontrano i ragazzi che ripetono la prima: 

Normalmente si mettono in fondo all'aula, fanno cose già viste, percorsi già fatti, in un'età dove la differenza fra 14 e 15 anni è una grande differenza, hanno esperienze completamente diverse con la maggior parte della classe che viene dalla terza media e loro invece hanno già fatto un anno di superiori 

Una diversità che si vuole cancellare in un'aula senza cattedra, con lezioni laboratoriali e metodo cooperativo, e un corpo docenti messo nelle condizioni di lavorare in team. L'insegnante Annagrazia Feller:

Solo così pensiamo che sarà raggiunto il vero successo formativo, una presa di  coscienza, una responsabilità che poi porta i ragazzi non solo al diploma ma anche ad avere delle competenze di cittadinanza

La scelta è stata condivisa con ragazzi e genitori, spiega Kirchner; per lui la bocciatura è una sconfitta della scuola non certo dello studente. E a giugno sono stati 220 gli studenti di prima respinti negli otto istituti di Trento città:

Dobbiamo provare a ragionare in maniera diversa rispetto agli standard ai quali siamo abituati perché altrimenti non andiamo a incidere sulla dispersione scolastica. 


					

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