Trento
17 Novembre 2019 Aggiornato alle 12:47
Politica & Istituzioni

Manovra provinciale, 1 miliardo e 800 milioni per le infrastrutture

Trento. La giunta illustra la finanziaria. 4,4 miliardi di risorse. Prossimo passaggio, la discussione in Consiglio. Comuni, rivisto il fondo perequativo: chi ha più di 15mila abitanti rinuncia ai trasferimenti, in favore dei più piccoli
di Elisa Dossi

L'eliminazione del ticket sulle ricette, la reintroduzione dell'addizionale Irpef per i redditi tra i 15 e i 20mila euro - comunque nulla sotto i 15mila -, i 10 milioni in 10 anni al fondo Green Economy. "Non pochi come dice l'opposizione, sono la strada vincente" annuncia l'assessore Tonina.

Sono le misure, già annunciate, che la giunta conferma nel presentare la manovra. 4 miliardi e 398 milioni di risorse.

"Il bilancio - dice Fugatti - resta aperto in attesa delle decisioni del governo: con risparmi in caso di bonus natalità e finanziamento alle rette dei nidi, o maggiori spese con la fiscalizzazione bonus Renzi".
Viene definito un indicatore di sviluppo territoriale, con l'ipotesi di sgravi, dal 2022, per le aree montane, in primis sgravi Irap agli artigiani.

"Ai sindacati - dice l'assessore Spinelli- annuncio che presidieremo tutte le istanze, anche sociali, con un milione e mezzo di fondo per la crescita". Un miliardo e 789 milioni andranno alle infrastrutture.
Risorse in calo da qui al 2022. Fugatti ribadisce: "Andremo a Roma a trattare la partita finanziaria". 


Sui comuni, negli ultimi sette anni si è risparmiato, ora si può tornare ad assumere. Svanisce l'obbligo delle gestioni associate. Viene rivista parte del fondo perequativo: chi ha più di 15mila abitanti - Trento, Rovereto, Pergine, Riva e Arco - rinuncerà nei prossimi cinque anni a 3milioni e 300mila euro di trasferimenti, in favore dei comuni più piccoli.

					

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