Trento
17 Novembre 2019 Aggiornato alle 12:47
Società

Disabilità, le esperienze di chi vive la casa in autonomia

In Trentino sono 71 le persone disabili, trentini che condividono progetti di co-housing, attraverso il lavoro di 8 cooperative. "Un modello da estendere al territorio", dicono i protagonisti

Ottavio racconta di suo figlio Alex, 32 anni, disabile. Protagonista di un filmato realizzato da etika (nata dalla cooperazione trentina insieme a Dolomiti Energia).

Da qualche anno, Alex vive a Trento insieme ad un altro ragazzo. Un'esperienza di co-housing di persone con disabilità resa possibile, attraverso la Cooperativa La Rete, con il progetto "Abitare il Futuro" di Consolida

Dalle Giudicarie al Basso Sarca, fino a Rovereto e alla Valsugana, sono 8 le cooperative sociali che permettono forme di abitazione autonoma per disabili. Le persone finora coinvolte sono state 71, di cui 18 già vivono autonomamente.

"Si dividono le mansioni di casa: c'è chi cucina, chi fa la spesa, chi stira", racconta Francesca Oss, educatrice nell'appartamento domotico di Pergine per la Cooperativa sociale GS4. "L'educatore è una figura di cornice, accompagna e sostiene".

Percorsi di autonomia fondamentali, sostenuti dalla legge "Dopo di Noi", spiega la vicepresidente di Consolida Francesca Gennai. "In Trentino le persone con disabilità sono 24 mila, di cui il 58% adulti. Un bambino, ogni due classi di scuola, ha una disabilità o una certificazione per bisogni educativi speciali.

Ora Consolida chiede che da questi progetti - dopo un percorso di due anni - nasca un nuovo modello di intervento su tutto il territorio. "Abbiamo lavorato insieme alla fondazione Euricse, per definire percorsi che possano essere attuati in Trentino, anche con il sostegno della Provincia".

L'incontro sul progetto di "Abitare il futuro" è inserito nella rassegna culturale promossa dalle cooperative sociali trentine “Impresa sociale al cubo”.

Venerdì 8 novembre è stato presentato anche un manifesto per comunicare la disabilità redatto da Consolida, con l’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto-Adige, l’Assostampa, la Fondazione Demarchi e il sostegno della Provincia autonoma di Trento.

Il lavoro ha coinvolto un gruppo interdisciplinare di giornalisti e professionisti della comunicazione (videomaker, social media manager, fotografi) insieme ad operatori sociali, genitori e persone con disabilità.
 

					

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