Trento
11 Agosto 2022 Aggiornato alle 21:55
Società

Fiammetta Borsellino: "La mafia si combatte con la scuola e la conoscenza"

Giornate trentine per la figlia del magistrato ucciso in via D'Amelio. A Taio, a Cles e a Trento ha parlato delle inchieste e dei depistaggi

L'incontro più partecipato, all'auditorium di Taio in valle di Non. Oltre trecento i giovani presenti alla serata organizzata dall'Associazione "La storia siamo Noi".

Poi, in mattinata, il dialogo con gli studenti di Cles e, nel pomeriggio, con gli studenti del liceo Da Vinci di Trento.

Fiammetta Borsellino è la figlia più piccola del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio. Aveva 19 anni, nel luglio del 1992, quando il padre perse la vita assieme a cinque ragazzi della scorta.

Un attentato che seguiva di nemmeno due mesi quello nei confronti di Giovanni Falcone. "Erano amici da sempre", ha spiegato Fiammetta che ricorda che, soprattutto dopo caèaci, in casa tutti erano consapevoli di ciò che poteva accadere.

La strage e poi le inchieste. Dieci processi, trenta giudici, le condanne all'ergastolo per una ventina mafiosi.

Rimangono - spiega Fiammetta Borsellino - le zone grigie, i depistaggi:"La cosa più incredibile di questa vicenda non è che qualcuno abbia depistato, perché questo purtroppo è accaduto più volte nella storia d’Italia, ma che nessuno si sia messo di traverso nonostante le carte parlassero da sole, fin da subito".

Agli studenti - guarda il video - ha ricordato una frase di suo padre: "La mafia non si combatte con le armi, ma con la conoscenza".


 

					

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