Trento
28 Febbraio 2020 Aggiornato alle 19:45
Cronaca

Polemica a Vipiteno: Krampus troppo violenti

Ad accusare i diavoli del 6 dicembre, giorno di san Nicolò, un video girato col cellulare dalla finestra di casa da una donna residente nel centro cittadino. Il responsabile dei Krampus: "È tradizione, ma abbiamo redarguito chi ha dato il calcio"
di Nicola Zanarini, montaggio Elio Delladio

Ad accusare i diavoli del 6 dicembre è un video girato con il cellulare dalla finestra di casa da una donna residente nel centro di Vipiteno.
I Krampus immortalati nelle immagini vanno oltre la dose di cattiveria consentita dalla tradizione, le frustate sono di una violenza davvero eccessiva e non raggiungono tanto le gambe quanto le schiene e i busti dei fuggitivi. E quando uno di loro cade, in due si accaniscono rifilandogli anche calci e spintoni.

L'associazione "Bolzano solidale" denuncia che a essere presi di mira sono stati anche alcuni migranti, ma l'accusa di razzismo è tutta da verificare, anche perché in tanti si tingono la faccia di nero durante un corteo in cui la fuliggine è elemento primario, insieme alle botte, come dimostrano anche le immagini relative ad altri cortei degli anni scorsi. 

"Il diavolo che ha dato il calcio è già stato identificato e redarguito. Chi lo ha ricevuto è un nostro amico e sa delle nostre tradizioni. Non c'è stato alcun atto di razzismo" si difende Claudio Rossi, il responsabile dei Krampus locali, che fornirà l'elenco dei partecipanti ai carabinieri, anche se non risultano querele.

Il sindaco di Vipiteno, Fritz Messner, ribadisce che si tratta di un'usanza secolare, di una violenza innegabile ma necessaria, e che nel gioco delle parti le ire dei Krampus si concentrano su provocatori ad arte, mentre gli spettatori vengono solo sporcati e non toccati. Di sicuro questa volta non è andata esattamente così, con scudisciate un po' per tutti.

					

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