Trento
19 Settembre 2020 Aggiornato alle 19:22
Arte & Cultura

L'invenzione del colpevole. La storia di Simonino da Trento

Inaugurata il 13 dicembre al Museo Diocesano Tridentino la mostra “L’invenzione del colpevole”. Settanta opere per ripercorrere cinquecento anni di storia del culto del Simonino. Il processo, la macchina della propaganda e la fine di un culto.
di Giovanni Motter, montaggio Luca Castagnoli

“L’invenzione del colpevole” parte dal processo a cui fu sottoposta la comunità ebraica di Trento che nel 1475 venne accusata dell’omicidio di un bambino, Simone da Trento,  a scopo rituale e racconta la costruzione di un culto.
La mostra inizia con  l’iconografia antiebraica del xv secolo attualizzando questo odio con la proiezione di frasi antisemite raccolte sui social.
Una efficace linea del tempo analizza date e protagonisti delle vicende. Su tutti il vescovo conte Hinderbach che costruì l'accusa verso le famiglie ebree e con dipinti e incisioni creò e diffuse il culto del Simonino nonostante il divieto imposto da Papa Sisto IV.
Una sala multimediale porta il visitatore dentro agli atti del processo. Testimonianze di colpevolezza tutte estorte con la tortura.
Il culto, autorizzato nel 1588, è testimoniato da settanta opere provenienti da vari musei italiani e stranieri e dai preziosi reliquari.
Venerazione che arriva fino a metà del novecento quando grazie agli studi di mons. Iginio Rogger viene ristabilita la verità storica.
 

					

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