Trento
26 Novembre 2020 Aggiornato alle 19:10
Ambiente

Il Comitato difesa delle acque: "Basta concessioni per le mini-centraline"

Manifestazioni su fiumi e torrenti trentini contro lo sfruttamento dei corsi d'acqua e gli incentivi per i piccoli impianti idroelettrici: 400 le richieste di concessione in Trentino

Nove sit-in in tutta la giornata: sul Noce, sul Chiese, sul Sarca, sull'Avisio, sul Fersina, sull'Arnò e al Rio Stolzano con un appuntamento anche a Idro. Ad organizzarli il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino che ha aderito alla protesta in tutta Italia - denominata "La Protesta dei Pesci di fiume" - contro lo sfruttamento dei fiumi per la produzione di energia idroelettrica.

"Circa 400 le richieste di nuove concessioni in provincia di Trento": mini-centraline che producono energia diventate un business grazie agli incentivi previsti a livello nazionale.

Incentivi che il comitato trentino, insieme a Legambiente, chiede di cancellare.

"Non fanno che invogliare i privati a chiedere nuove concessioni: senza gli incentivi l'investimento non sarebbe remunerativo", spiega Marco Tessadri di Mountain Wilderness che a Mattarello ha organizzato il sit-in sul Rio Stolzan insieme alla sezione locale della SAT

"La versione definitiva del Decreto FER-1 ha delegato di fatto alle Agenzie regionali per la protezione dell'Ambiente la definizione delle modalità di certificazione degli impianti idroelettrici, non sempre secondo criteri di maggiore tutela dei fiumi". 

E sebbene la situazione in Trentino sia migliore che nel resto di Italia, con più attenzione ai livelli di deflusso minimo vitale da rilasciare, ancora non esiste una mappatura delle mini centraline che possono stressare i corsi d'acqua. "Le conseguenze sull'ecosistema sono enormi e non ce ne rendiamo conto", è l'allarme lanciato dal Comitato



 

					

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