Trento
    04 Agosto 2020 Aggiornato alle 09:48
    Storie & Mestieri

    Addio a Carlo Spagnolli, il roveretano medico missionario laico in Africa

    Attivo per anni al servizio dei malati, ha legato il mondo della solidarietà trentina all'Africa. Il suo messaggio: "bisogna mettersi nelle scarpe degli altri..."

    E' morto Carlo Spagnolli, il medico roveretano protagonista di innumerevoli progetti di sostegno in Africa. Avrebbe compiuto 71 anni il prossimo 16 maggio. Da un paio di anni la sua cardiopatia si era gravemente aggravata. La camera ardente verrà allestita presso la clinica Solatrix dove ultimamente veniva assistito.
    Con Carlo Spagnolli scompare una figura di medico missionario laico che ha intessuto fili di solidarietà fra Rovereto, il suo Trentino e l'Africa.
    Nato a Roma nel 1949 (dove il padre roveretano Giovanni Spagnolli fu presidente del Senato), dopo la laurea in medicina cominciò le sue esperienze di volontario prima in Uganda poi Eritrea, Etiopia, Camerun e infine Zimbabwe.
      Una vita di lavoro in situazioni estreme, dedito a curare le persone ed organizzare presìdi sanitari grazie all'aiuto di associazioni, come la Spagnoli Bazzoni di Rovereto e la fassana Life line Dolomites, la Provincia autonoma e molti sostenitori.
    Dopo un infarto in Africa nel 2012, curato a Rovereto, Spagnolli portò in Zimbabwe l'esperienza di medici e sanitari roveretani per realizzare un centro cardiologico. Intervistato nel 2015 dalla Tgr  a Rovereto, raccontava così il motivo del suo impegno: "bisogna mettersi nelle scarpe degli altri..." L'ultimo messaggio, semplice e profondo, del medico missionario.  
    
    					

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