Trento
25 Luglio 2021 Aggiornato alle 22:07
Storie & Mestieri

Marmolada il rifugio che torna alla natura selvaggia

Il gestore Guido Trevisan è convinto che la montagna possa vivere anche senza impianti a fune. Dopo oltre 70 anni il versante fassano della Marmolada non è più servito da alcun impianto di risalita

La vecchia cestovia non c'è più, dopo 45 anni di impianto e più di 60 anni da quando Nino Graffer, pioniere del turismo invernale, aprì la prima linea Fedaia pian dei Fiacconi in Marmolada. 
Il rifugio adiacente alla stazione a monte vive il primo inverno orfano dell'impianto. Una condizione che non ha scoraggiato il gestore Guido Trevisan e i suoi collaboratori che col primo di marzo hanno regolarmente aperto il rifugio. Un ritorno alla natura selvaggia, con la possibilità di salire al rifugio solo con mezzi propri e pelli di foca. Un paradiso per gli amanti del freeride che affrontano anche la discesa da Punta Rocca fino a passo Fedaia passando proprio per Pian dei Fiacconi a quota 2630 metri
Tanta la neve caduta nei giorni scorsi, qui la stagione proseguirà almeno fino a maggio e anche senza impianto a fune si attendono numerosi alpinisti. 
L'obiettivo però è di tenere aperto il rifugio continuativamente fino a settembre. Da anni, sostiene il gestore Guido Trevisan, crediamo che la montagna possa vivere anche senza impianti e questa, aggiunge, ne sarà la riprova

					

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