Trento
05 Dicembre 2020 Aggiornato alle 23:20
Ambiente

Un libro racconta Vaia: "La montagna ha bisogno di più rispetto"

Lo hanno scritto Michele Nardelli e Diego Cason che hanno ripercorso i luoghi più colpiti dalla tempesta dell'autunno 2018 nell'area dolomitica. La pandemia, a loro avviso, conferma la necessità di un nuovo rapporto fra uomo e natura

Solo in Trentino, la tempesta Vaia ha abbattuto 4 milioni di metri cubi di alberi. I boscaioli sono al lavoro da un anno e mezzo per recuperarli, mentre i camion fanno la spola fra i piazzali di raccolta. In un libro - "Il Monito della ninfea", edizioni Bertelli - c'è ora anche il racconto degli effetti che quella tempesta ha lasciato nelle comunità delle Dolomiti. L'hanno scritto Michele Nardelli, ricercatore ed ex consigliere provinciale trentino, e Diego Cason, sociologo bellunese. 

"Una delle richieste più frequenti che abbiamo sentito - dice Nardelli - è il ritorno alla montagna, il ritorno alla terra. Ne dovremo tenere conto nelle nostre scelte personali e in quelle della politica, perché non è pensabile che possa essere sostenibile vivere in megalopoli sempre più grandi".

La pandemia ha bloccato le presentazioni del libro, fino a sabato, alla libreria Due Punti di San Martino, a Trento. Ma secondo gli autori ha anche confermato la necessità di un cambio di mentalità. Nel senso che la montagna non deve essere un oggetto di consumo per chi vive in città. 

Secondo Cason, "il paradigma di tutto questo è il turismo: ormai si viaggia per dire di averlo fatto più che per fare esperienze e vivere il territorio". 

					

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