Trento
    22 Ottobre 2020 Aggiornato alle 17:04
    Cronaca

    'Ndrangheta in Trentino: non solo porfido

    Anche il settore trasporti interessato all'infiltrazione criminale. Debolezza finanziaria e scarso accesso al credito tra le cause del fenomeno

    L'inchiesta "Perfido" che ha svelato le infiltrazioni della 'ndrangheta in Trentino, apre un capitolo parallelo a quello della cave di porfido, teatro principale dell'azione mafiosa: è quello dei trasporti.
    Sono sei complessivamente le aziende del settore  finite nel mirino degli investigatori. Quattro di queste sono note, tra cui la trentina Selit Scarl. Le altre sono venete e romane, con due ancora "top secret", perché sotto osservazione.
    Il rischio di infiltrazioni criminali nel settore trasporti -   la Provincia di Trento è leader in Italia per numero di piccole e medie imprese  - era stato denunciato anni fa, negli anni della grande crisi finanziaria ed economcia partita nel 2007. 
    L'attuale presidente della categoria in Confidustria, Gottardi, nove anni fa aveva denunciato situazioni anomale e spiegato i pericoli: piccole aziende, con problemi di liquidità, che trovavano sbarrate le porte delle banche. Così, rapidamente, arrivavano gli emissari della malavita, che si infiltravano attraverso prestiti che diventavano cappi al collo.
    Meccanismo noto, anche ai finanziari che ieri hanno  spiegato quali beni hanno sequestrato nell'operazione ancora in corso. 
    L'appello è sempre lo stesso: tenere alta l'attenzione. Anni fa non era successo
    
    					

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