Trento
18 Maggio 2021 Aggiornato alle 13:46
Arte & Cultura

Predazzo: una biblioteca nella ex stazione ferroviaria

La nuova biblioteca comunale di Predazzo incorporerà l'ex stazione e un vagone d'epoca donato dall'associazione Transdolomites: ce ne sono quattro al deposito di Ora, ma servirà un profondo restauro per collocarli lungo il tracciato dismesso nel '63
di Alessandro Franzi

L'ultima corsa sulla ferrovia della Val di Fiemme è stata il 10 gennaio 1963. Il capolinea di Predazzo era stato progetto dall'architetto Ettore Sottsass padre, ed è un monumento che ricorda mezzo secolo di storia: ora la ex stazione sta per diventare parte della nuova biblioteca comunale del paese ispirata a quelle del Nord Europa, luogo di incontro con vista sul paesaggio.  

Lavori per circa 4 milioni di euro, che l'Amministrazione di Predazzo conta di concludere al più tardi nei primi mesi del prossimo anno. E negli spazi della biblioteca ci sarà anche un vagone dell'epoca per ricordare quella ferrovia che correva per 50 chilometri verso la valle dell'Adige. Avrà uno scopo espositivo ma potrebbe ospitare anche incontri di lettura. 

Non un'operazione semplice, in verità: si tratta di una delle quattro carrozze dell'associazione Transdolomites che si trovano al deposito di Ora, quello che era il capolinea di valle. Il materiale rotabile, recuperato nel 2018 dal museo ferroviario di Genova-Casella, ha bisogno di un restauro completo.

Le tre vetture passeggeri, fra cui quella affidata al Comune di Predazzo, erano in realtà usate lungo la Domodossola-Locarno
, sulle montagne fra Piemonte e Svizzera italiana, ma sono dello stesso modello di quelle che erano in servizio sul tracciato fra Trentino e Alto Adige.

La 'Vigezzina' per la nuova biblioteca sarà portata in una carrozzeria di Redagno, per ripristinare gli esterni. Poi ci penseranno gli artigiani della Val di Fiemme a ricostruire gli interni del vagone con il legno dei boschi locali. Il Comune di Ora si prenderà, invece, cura del vagone merci, l'unico dei quattro a essere stato in servizio proprio sulla linea dismessa: anche la ex stazione del capolinea altoatesino verrà restaurata, per riaprire il bar, ricavare spazi per le associazioni locali e allestire un luogo 'della memoria'. 

Solo i primi passi, perché la collaborazione con Transdolomites, che coltiva da anni il sogno del ripristino della vecchia ferrovia di montagna, prevede che i vagoncini vengano collocati in quattro Comuni dove un tempo erano attive le stazioni. Oltre Predazzo e Ora, si sta lavorando con le Amministrazioni di Montagna e di Cavalese.

"Ci sono dei finanziamenti deliberati dai Comuni - spiega il presidente dell'associazione, Massimo Girardi - ma ci stiamo preparando anche ad avviare una raccolta fondi, un crowdfunding che rivolgeremo anche al mondo di lingua tedesca". La ferrovia della Val di Fiemme venne costruita nel 1917 dall'esercito austro-ungarico per motivi bellici, due anni dopo passò alla gestione italiana e rimase in servizio fino al secondo Dopoguerra unendo fra loro le comunità di montagna, trasportando i loro prodotti e facilitando l'accesso dei turisti nella zona che presto ospiterà molte gare delle Olimpiadi invernali del 2026.

					

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