Trento
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 13:36
Salute

Sanitari non vaccinati, in Alto Adige interi reparti a rischio chiusura

La situazione in ospedali e case di riposo rischia di complicarsi per le possibili sospensioni dal lavoro di centinaia di professionisti che rifiutano il vaccino
di Valentina Leone

Si avvicina sempre di più la sospensione per i sanitari non vaccinati in servizio nelle strutture sanitarie dell'Alto Adige. 
In settimana partiranno le prime lettere per chi non si è presentato all'appuntamento fissato dall'Azienda sanitaria per la somministrazione: si parla di circa 330 dipendenti, che saranno quindi obbligati a stare a casa e senza stipendio fino a fine anno o spostati ad altra mansione. Venticinque lettere sono già in fase di notifica e altre 300 seguiranno nei prossimi giorni. 
Secondo le stime dell'azienda sanitaria sono circa 900, in totale, i dipendenti non vaccinati. 
La situazione, in provincia, è variegata: per alcune strutture si tratta di casi sporadici, mentre in altre resiste uno zoccolo duro di scettici. 
Intanto i colleghi vaccinati temono che l'ondata di sospensioni abbia inevitabili ripercussioni su ferie e riposi. Ma si rischiano gravi conseguenze per le prestazioni sanitarie in interi reparti, specie negli ospedali periferici. 
Nel servizio le interviste a Andrea Dorigoni, del sindacato Asgb, e al direttore amministrativo dell'azienda sanitaria, Enrico Wegher. 
 

					

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