Trento
23 Settembre 2021 Aggiornato alle 13:21
Salute

Parti, punto nascite a Cles in tre mesi tornato a numeri pre-pandemia

83 parti dal 31 maggio, solo il 12% cesarei. Ma in reparto pesano le assenze di tre medici. Meglio le ostetriche: solo una sospesa perché no-vax, le altre sono tutte vaccinate. Ma il rapporto posti letto-sanitari in ospedale resta problematico

Gli abitanti di Val di Non e Val di Sole non rinunciano a far nascere i figli a Cles. Lo dicono i dati dei primi tre mesi dalla riapertura del punto nascite dell'ospedale. 83 i parti avvenuti nel nosocomio dal 31 maggio scorso. Solo il 12 per cento di cesarei. La sospensione forzata ha consentito di rinnovare sale e reparto, aggiungendo dotazioni tecnologiche.

Ma le sospensioni di sanitari no-vax hanno reso più complicata una gestione dei medici già difficile nel pre-pandemia. In particolare, ci sono due ginecologhe in maternità e una terza dottoressa assente da tempo per motivi personali. Per questo, a fare gli straordinari in reparto c'è il Direttore, Roberto Luzietti.

Situazione migliore per le ostetriche. Solo una è stata sospesa e le altre sono tutte vaccinate

Ma nel rapporto tra posti-letto e sanitari, nell'ospedale noneso, i conti non tornano. Un problema presente già prima delle sospensioni no-vax, che la novità ha soltanto aggravato.

Le sospensioni, garantisce il direttore sanitario dell'ospedale, Armando Borghesi, non costringeranno per ora a tagli o chiusure di reparti a Cles, grazie a richiami di personale in vacanza, ferie bloccate e moltiplicazione dei turni. 

Nonostante questo, le defezioni stanno avendo il loro peso nella gestione dei turni all'interno dei reparti del nosocomio. Eventuali nuove sospensioni potrebbero avere conseguenze molto più importanti, ma è un'eventualità a cui Borghesi spera di non dover fare fronte.

					

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