Badanti, colf e baby-sitter, le ACLI lanciano il servizio 'Incontra-Lavoro'
Il servizio le supporterà nel percorso d'incontro con le famiglie che le richiedono. Patronato e CAF ACLI metteranno a disposizione competenze per la formazione, l'assistenza fiscale e sui contratti. E le aiuteranno in caso di difficoltà linguistiche
Sono quasi 5 mila. Per il 96% donne, quasi 6 su 10 vengono dall'Est Europa. Anche se una su 10 ormai è italiana.
Ecco l'identikit delle badanti in Trentino. Un numero cresciuto in un anno di 500 unità, in gran parte per l'emersione dal sommerso a seguito delle norme imposte dal lockdown per il Covid-19. Una figura che, in base all'andamento demografico provinciale, nei prossimi 15 anni potrebbe triplicare nei numeri.
Per supportarle nel percorso d'incontro con le famiglie che le richiedono, le ACLI trentine lanciano 'Incontra-Lavoro'. Un servizio che si propone pure di formare, integrare e assistere colf e assistenti familiari - ma anche baby-sitter - in tutte le pratiche necessarie al lavoro, partendo dal contratto regolare fino al calcolo del TFR.
Le ACLI le accompagneranno lungo l'intera filiera del lavoro, supportandole anche in caso di difficoltà linguistiche o disoccupazione. Obiettivo: favorire la regolarizzazione delle operatrici tenute ancora 'nascoste' nella zona grigia del lavoro nero, privo di garanzie e di diritti.
Ecco l'identikit delle badanti in Trentino. Un numero cresciuto in un anno di 500 unità, in gran parte per l'emersione dal sommerso a seguito delle norme imposte dal lockdown per il Covid-19. Una figura che, in base all'andamento demografico provinciale, nei prossimi 15 anni potrebbe triplicare nei numeri.
Per supportarle nel percorso d'incontro con le famiglie che le richiedono, le ACLI trentine lanciano 'Incontra-Lavoro'. Un servizio che si propone pure di formare, integrare e assistere colf e assistenti familiari - ma anche baby-sitter - in tutte le pratiche necessarie al lavoro, partendo dal contratto regolare fino al calcolo del TFR.
Le ACLI le accompagneranno lungo l'intera filiera del lavoro, supportandole anche in caso di difficoltà linguistiche o disoccupazione. Obiettivo: favorire la regolarizzazione delle operatrici tenute ancora 'nascoste' nella zona grigia del lavoro nero, privo di garanzie e di diritti.