Trento
03 Dicembre 2021 Aggiornato alle 13:36
Ambiente

I cercatori di lupi alla riscoperta delle montagne trentine

Un gruppo di appassionati raccoglie tracce, segnalazioni e curiosità fra le valli di Fiemme e di Fassa. Sono in aumento anche i visitatori che chiedono di essere accompagnati nei luoghi del grande predatore. Che però preoccupa gli allevatori locali
di Alessandro Franzi, immagini di Giovanni Motter, montaggio di Alberto Grosello

Il lupo è tornato in Trentino da pochi anni e ha colonizzato quasi tutte le sue valli. Nel 2013 era censito un solo branco stabile, nel 2020 la Provincia autonoma ne stimava invece 17: un numero che sembra destinato a crescere già nel prossimo rapporto sui grandi carnivori. La presenza del predatore che da queste parti sembrava estinto ha spinto gli amanti della natura a riscoprire le montagne con un occhio nuovo.

Li potremmo chiamare 'cercatori di lupi': sono ambientalisti, guide alpine, fotografi, semplici escursionisti che si mettono alla ricerca di tracce sui sentieri. E condividono dubbi, informazioni e immagini. Come quella della giovane lupa investita a Predazzo, il quinto esemplare che ha perso la vita sulle strade provinciali dall'inizio dell'anno. 

Paolo Scarian è fra gli animatori di questo gruppo Facebook che ha più di 1.600 simpatizzanti, si chiama 'Fiemme e Fassa, il ritorno del lupo'. Lo abbiamo incontrato in Val Venegia: "Tutto è iniziato", ci racconta. Perché sotto le Pale di San Martino, dove il Trentino incontra il Veneto, nel 2015 trovò le prime impronte dei lupi arrivati da sud. A occhio nudo, questi animali li avrebbe visti solo due anni dopo più a nord, in val di Fassa. "Da lì - spiega Scarian - è partita l'idea di fare divulgazione, per allargare le informazioni sul lupo alla popolazione".

Un lavoro non facile. Perché se l'immagine del lupo incuriosisce, la sua presenza è anche fonte di paure. Soprattutto fra gli allevatori di montagna, che devono trascorrere la notte in alpeggio e che rischiano di vedere sbranati i loro animali. Con 17 branchi, lo scorso anno il Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento ha ricevuto 101 richieste di risarcimento danni: nei primi dieci mesi del 2021, i casi sono stati già 134. E anche in Val di Fiemme ci sono allevatori che hanno più volte minacciato di abbandonare il loro lavoro.

Chi viene da fuori mostra però tanta curiosità sulla nuova convivenza, e spesso visita questi luoghi proprio per soddisfarla. E' un altro membro del gruppo a raccontarcelo: in pensione, Flavio Delli Zotti è un accompagnatore di mezza montagna che usa la fotografia naturalistica per documentare la fauna delle Dolomiti. "Per fotografare il lupo occorrono tempo e pazienza - sorride -. Tanti vengono e ci chiedono dove trovarlo, una curiosità che penso nasca da una speranza che abbiamo dentro: abbiamo bisogno di sapere che da qualche parte c'è una natura intatta". 

					

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