Trento
27 Maggio 2022 Aggiornato alle 17:28
Economia & Lavoro

Olimpiadi 2026, la lunga marcia del Trentino per evitare ritardi

Più lunghi i tempi dei lavori per gli impianti che ospiteranno le gare ma le attese del territorio sono tante. A Trento, la tappa della Fondazione Milano-Cortina per illustrare l'organizzazione dei Giochi invernali

Lo sci di fondo, a Tesero. Sempre in Val di Fiemme, il salto con gli sci a Predazzo. E poi il pattinaggio di velocità a Piné. Le tre sedi olimpiche trentine del 2026 hanno un potenziale di 630mila biglietti. Alcuni riservati ai residenti: l'8% del totale di tutte le sedi di gara italiane, con una ripartizione che è ancora da stabilire.  

Ma oltre all'indotto, ci sono i tempi di adeguamento delle infrastrutture. E su questo ci sono dei ritardi da recuperare, entro il 2025 quando ci saranno i test degli impianti. Numeri e scadenze che stanno accompagnano la presentazione itinerante dei Giochi invernali da parte della Fondazione Milano-Cortina, che dopo Anterselva ha fatto tappa (a porte chiuse) a Trento, nell'auditorium di Sambapolis.

"I tempi sono leggermente dilatati - ha risposto Tito Giovannini, coordinatore per il Trentino -. Covid e guerra sicuramente hanno creato blocchi temporali che dobbiamo risolvere". Nel logo, il nome di due città distanti 400 chilometri: in mezzo, il Trentino. L'amministratore delegato Vincenzo Novari ha assicurato che tutti i territori avranno pari promozione: "E' un'occasione irripetibile per i prossimi trent'anni, e e il Trentino è uno dei protagonisti principali".

Messaggio positivo condiviso dalla Giunta provinciale, sia per le Olimpiadi sia per le Paralimpiadi.

					

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